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  • Gli ultimi “quotisti”,
  • I primi “scalonati”,
  • I pensionati “a rate”,

Questi sono i tre profili previdenziali che si vanno a configurare nei prossimi mesi. I primi 2 sono certi, il terzo dipende dalle decisioni del Governo che prenderà nella Legge di Bilancio.

I “quotisti”

Sono quelli che cercano di agganciare l’ultimo treno di Quota 100 prima della scadenza del 31 dicembre per lasciare il lavoro con almeno 62 anni e 38 di contributi.

Gli “scalonati”

Chi non ha i requisiti per  Quota 100 dal 1° gennaio 2022 potrà contare solo su quelli ordinari definiti dalla Legge Fornero mai scomparsi: 67 anni e almeno 20 di contributi per la pensione di vecchiaia e 42 anni e 10 mesi per quella anticipata (un anno in meno per le donne) a prescindere dall’età anagrafica.

Pensionati ” a rate”

Per questi si tratta solo di un’ipotesi, elaborata dal Presidente dell’Inps. I lavoratori che hanno 63-64 anni e una pensione mista, accumulata in parte con il sistema contributivo e in parte con il sistema retributivo se vantano almeno 20 anni di contributi e una futura pensione pari almeno a 1,2 volte l’assegno sociale (620 euro), allora possono chiedere di lasciare il lavoro. Ma incassano la pensione in 2 tappe: subito la parte contributiva e al compiere di 67 anni il resto.

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