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Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) prevede un sistema che incentivi le imprese ad adottare policy adeguate a ridurre il gap di genere, che dovrebbe essere operativo dalla metà del 2022.

Oltre alla crescita del lavoro femminile il Pnrr presenta una serie di progetti per il rilancio dell’occupazione con una spesa totale dedicata al lavoro di 6,66miliadi di euro.

In particolare, per la certificazione di genere si parla dell’introduzione di un sistema nazionale di certificazione che intende accompagnare le imprese nella riduzione dei divari in tutte le aree più critiche per la crescita professionale delle donne e rafforzare la trasparenza salariale.

In pillole, le misure per il lavoro  femminile nel Pnrr:

Incentivi alle imprese femminili

  • riforma degli attuali strumenti di sostegno,
  • nuovo fondo per l’imprenditoria femminile,
  • impulso alla realizzazione di progetti aziendali per imprese già a conduzione femminile,
  • supporto tecnico-gestionale,
  • campagne di comunicazione mirate.

Certificazione di garanzia

  • sarà definito un sistema nazionale di certificazione delle parità di genere che accompagni e incentivi le imprese ad adottare policy adeguate a ridurre il gap di genere in tutte le aree individuate come critiche: dall’opportunità di crescita alla parità salariale, dalle politiche di gestione delle differenze alle tutele per la maternità.

Assunzioni vincolate per bandi

  • nei bandi gara finanziati con le risorse del Recovery fund, saranno indicati come requisiti necessari e, in aggiunta, premiali dell’offerta, criteri orientati verso gli obiettivi di parità di genere.

Strategia nazionale per la parità di genere

  • entro il primo semestre 2021 il governo si impegna a lanciare un proprio piano nazionale per la parità di genere relativo al periodo 2021-2026 basato su cinque priorità: lavoro, reddito, competenze, tempo, poter. Obiettivo, la risalit di almeno 5 posizioni nel Gender equality index, dove l’Italia è attualmente 14°.

Equilibrio vita-lavoro

  • potenziamento delle misure di welfare,
  • piano asili nido,
  • potenziamento servizi educativi per l’infanzia,
  • rafforzamento dei servizi di prossimità.