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Proroga Inail più ampia. Valida anche per le aziende cessate nel 2019.

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Reddito e Quota 100 sono legge, ma allarme per crescita zero.

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Si rende noto dell'iniziativa del Club C.S.A. con il Patrocinio dell' UPA - CLAAI, inerente al

"Corso di intervento finalizzato all'idea di invecchiamento attivo"  - Active Ageing

Il Corso in collaborazione con la Cattedra di Biologia applicata della Facoltà dell'Università G. D'Annunzio di Chieti, si terrà lunedì 1 Aprile 2019 alle ore 17.30  presso l'ufficio UPA in via Dei Palmensi, 1 - Chieti.

In allegato la locandina d'invito. 

 

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Per non perdere il sussidio, le vecchie domande di reddito di cittadinanza dovranno essere aggiornate tra sei mesi per adeguarle ai nuovi requisiti.

Chi avesse già presentato domanda di accesso al Reddito di cittadinanza dovrà inoltrarle nuovamente tra sei mesi, per adeguarle ai nuovi requisiti previsti dal Parlamento con la conversione in legge del dl n. 4/2019, pena la perdita del sussidio. A stabilire la validità semestrale delle vecchie domande di RdC e la necessità di aggiornarle per non perdere il sussidio è lo stesso decreto di conversione, attualmente all’esame dalla Camera.

Reddito di cittadinanza: nuovi requisiti

Il decreto ha infatti introdotto alcune importanti modifiche ai requisiti di accesso al Reddito di cittadinanza: nel caso in cui il beneficiario del sussidio sia interessato alle modifiche dei requisiti, la domanda andrà ripresentata allo scadere dei sei mesi dall’entrata in vigore del decreto.  Per certificare il possesso dei nuovi requisiti:

  • nuclei con figli minorenni devono presentare l’ISEE minorenni ai sensi dell’art. 7 del dpcm 159/2013. Da precisare che il genitore naturale è sempre considerato nel nucleo del figlio minorenne, anche in caso di genitore che ha riconosciuto il figlio ma che non risulta convivente nel nucleo e non è coniugato con l’altro genitore;
  • i cittadini extraUE devono produrre una certificazione rilasciata dalla competente autorità del loro Stato sui requisiti di reddito e patrimoniali e sulla composizione del nucleo, da far poi legalizzare dal consolato italiano per attestarne la conformità. Non possono accedere al RdC i soggetti con status di rifugiato politico, coloro che provengono da Paesi con convenzioni che dispongono diversamente, i soggetti di Paesi in cui sia impossibile acquisire le certificazioni;
  • per i nuclei con disabili è stato innalzato il limite del requisito del patrimonio mobiliare da 5 mila a 7.500 euro per ogni componente con disabilità grave o non autosufficiente, che incrementa il requisito del patrimonio mobiliare fissato in misura base a 6 mila euro, ed è stato elevato il valore massimo della scala di equivalenza, che passa da 2,1 a 2,2, nel caso in cui nel nucleo siano presenti componenti in condizione di disabilità grave o non autosufficienza come definita ai fini ISEE.

In generale la norma prevede che tutti i requisiti richiesti risultino in possesso del richiedente sia al momento della presentazione della domanda che per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, tuttavia chi ha già presentato domanda di RdC, grazie alla clausola di salvaguarda inserita nel decreto, potrà continuare a beneficiare del sussidio. Ma solo per un massimo di sei mesi. Questo anche qualora l’istanza presentata fosse priva dell’eventuale ulteriore certificazione, documentazione o dichiarazione sul possesso di requisiti richiesta dalle norme introdotte in sede di conversione. Dunque chi è già stato ammesso al beneficio potrà continuare a fruirne fino a settembre, poi dovrà ripresentare la domanda, nel caso in cui sia interessato alle modifiche dei requisiti.

Alcuni emendamenti al decreto approvati dalla Commissione Lavoro prevedono inoltre l’inibizione dall’accesso al RdC a chi ha, o ha avuto, guai con la giustizia, o possiede degli immobili all’estero.

Vengono inoltre previsti un incremento dell’importo massimo di RdC erogabile in presenza di almeno quattro componenti il nucleo familiare da 1.050 euro a 1.100 euro mensili e l’assimilazione del cosiddetto “working poor”, ovvero chi dispone di redditi da lavoro al di sotto della soglia di imponibilità fiscale (no tax area), alla disoccupazione. 


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730/2019 online dal 15 aprile: scelta del modello, scadenze, novità fiscali, dati in dichiarazione precompilata, trasmissione.

Come di consueto, la dichiarazione precompilata è disponibile sull’apposito portale dell’Agenzia delle Entrate a partire dal 15 aprile, con la trasmissione da effettuarsi entro il 23 luglio se in via personale oppure entro il 7 del mese se tramite sostituto d’imposta.

Tra le novità del 730/2019, spiccano la deducibilità del trasporto pubblico al 19%, il bonus verde e l’inclusione di nuovi interventi ammessi alla detrazione per interventi di riqualificazione energetica.

Modello 730/2019

Vediamo una breve guida al modello dichiarativo dei lavoratori dipendenti, partendo dalle principali novità che il contribuente troverà nel 730/2019:

  • trasporto pubblico: detrazione IRPEF 19% (introdotta dalla manovra 2018) sulle spese per abbonamento al servizio di trasporto pubblico (fino a 250 euro);
  • bonus green: detrazione fiscale al 36% fino a un tetto di 5mila euro per la sistemazione a verde delle unità immobiliari, compresi interventi su parti comuni esterne di edifici condominiali;
  • riqualificazione energetica: nuove tipologie di interventi agevolabili con aliquota al 65, 80 e 85%.

Agevolazioni fiscali 2019 per il risparmio energetico

Fra le altre novità: deduzione 10% erogazioni liberali a favore delle ONLUS, OV e APS; altre detrazioni al 19% (assicurazione contro eventi calamitosi, strumenti compensativi e sussidi tecnici e informatici per diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento, previdenza complementare dei dipendenti pubblici.

Dati nella Precompilata

  • Certificazione Unica: redditi di lavoro dipendente o pensione, ritenute Irpef, dati dei familiari a carico, credito d’imposta APE, compensi di lavoro autonomo occasionale, locazioni brevi.
  • Detrazioni IRPEF: spese sanitarie e relativi rimborsi, interessi passivi sui mutui, premi assicurativi, contributi previdenziali, previdenza complementare, contributi versati ai lavoratori domestici, spese di frequenza nido e relativi rimborsi, spese universitarie e relativi rimborsi, spese funebri, erogazioni liberali, spese per interventi di recupero edilizio e per misure antisismiche, di arredo immobili ristrutturati e interventi di risparmio energetico, spese per interventi di sistemazione a verde.
  • Eccedenze, crediti e oneri pluriennali: oneri con detrazione pluriennale (recupero patrimonio edilizio, bonus arredi interventi di risparmio energetico), crediti d’imposta ed eccedenze riportabili.
  • Altri dati in Anagrafe tributaria: banche dati immobiliari (catasto e atti del registro), pagamenti e compensazioni con F24. 

Trasmissione

Il modello cartaceo del 730/2019 è disponibile per il download sul sito delle Entrate, completo di istruzioni. Resta dunque ferma la possibilità per il contribuente di presentare il modello cartaceo, con le consuete scadenze: 23 luglio dal CAF, 7 luglio dai sostituti d’imposta.

Per la trasmissione online, invece, servono come sempre le credenziali di accesso al portale ufficiale delle dichiarazioni precompilate: SPID, Fisconline, PIN INPS o Carta Nazionale dei Servizi. 


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Codice crisi d'impresa e insolvenza: dal 16 marzo 2019, nuovo obbligo di nomina di amministratori e revisori per numerose PMI.

Conto alla rovescia per l’entrata in vigore delle prime disposizioni previste dal nuovo codice della crisi d’impresa: anche le PMI saranno tenute a obblighi più stringenti in attuazione del Dlgs 14/2019 (Gazzetta Ufficiale del 14 febbraio), pienamente operativo dal 2020 ma che dal 16 marzo 2019 prevede molte nuove regole per le imprese.

Entrano ad esempio in vigore gli articoli 377-379 sugli assetti societari e le nomine di amministratori organi direttivi. Diventa obbligatoria la nomina di un organo di controllo o di un revisore per tutte le imprese che hanno superato 2 milioni di ricavi oppure occupano almeno dieci dipendenti.

Dal momento in cui scatta, l’obbligo cessa solo dopo che per tre esercizi consecutivi non viene superato nessuno dei sopra citati limiti (di fatturato o dipendenti).

Il grosso del provvedimento, lo ricordiamo, diventerà operativo il 15 agosto 2020 prevedendo nuovi strumenti di allerta, indicatori di crisi, obblighi di monitoraggio e segnalazione da parte degli organi societari.

Sono i capisaldi di un nuovo scenario, che le imprese hanno tempo per affrontare. Nel frattempo, ci sono misure che si applicano da subito e altre per cui bisogna prepararsi.

Le regole più severe sul monitoraggio dei fattori di crisi saranno rilevanti, ad esempio, sul fronte della

Fra i provvedimenti contenuti nella riforma fallimentare che entrano in vigore dal prossimo 16 marzo, spicca anche la competenza dei tribunali specializzati in materia di imprese. 


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