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Contributi Inps ridotti del 35% sono disponibili per gli artigiani e i commercianti per tutto il 2019. La legge di bilancio in corso ha confermato la facilitazione contributiva che accompagna il regime agevolato (noto come "forfettario") per quanti ne hanno già beneficiato nel 2018, permanendo i requisiti, salvo una espressa rinuncia. In questa eventualità, difficilmente gli artigiani e i commercianti sono in grado di stabilire al 31 dicembre di ciascun anno l'eventuale perdita dei requisiti intervenuta nello stesso anno.

Per favorire gli interessati l'Inps consente che la dichiarazione di uscita dal regime agevolato (per mancanza dei requisiti o solo per libera scelta) ed il rientro nel regime ordinario venga trasmessa entro il prossimo 28 febbraio, con effetto dal 1° gennaio 2019.

Le comunicazioni presentate dopo il 1° marzo producono il ripristino del regime ordinario con decorrenza dall'anno successivo. La scadenza del 28 febbraio vale anche per chi desidera entrare nel forfettario. Si tratta degli autonomi che hanno iniziato l'attività nel 2018 e che scelgono il regime agevolato per il 2019; entro tale data devono comunicare la propria adesione. In particolare, agli artigiani e ai commercianti che si iscrivono quest'anno per la prima volta l'Inps consiglia di trasmettere l'adesione al forfettario non appena siano in possesso del provvedimento di iscrizione, così da consentire all'Istituto di predisporre tempestivamente la riduzione delle contribuzioni.

Contributi agevolati. La base imponibile per i contributi ridotti è costituita dal reddito forfettario individuato ai fini fiscali. La riduzione del 35% si applica sia per il reddito entro il minimale (nel 2019, 3.818,16 euro per gli artigiani e 3.832,45 per i commercianti) sia per la quota di reddito eventualmente eccedente. Di conseguenza, se quanto versato complessivamente risulta inferiore al contributo ordinario sul minimale, l'accredito dei contributi non coprirà l'intero anno. È una valutazione da non trascurare per gli artigiani e i commercianti interessati alla pensione Quota 100 e che sono oggi in possesso di 34/37 anni di versamenti. Corrono il rischio, a causa della contrazione degli accrediti, di non raggiungere il requisito intero degli anni di contributi che compongono Quota 100, fermi restando i 62 anni di età. 


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Si segnala l'ordine di servizio emanato dal Direttore della Sede provinciale di Chieti sulla novità di ricezione del pubblico e l'ampliamento del servizio di consulenza allo sportello a decorrere dal 20 febbraio p.v..

Il modello organizzativo dell'Istituto per le strutture territoriali esalta la funzione di consulenza come momento di contatto privilegiato con il cliente per l'articolazione della richiesta, per il livello di approfondimento della risposta, per la modalità di contatto sempre concordata con l'utente.

Consolida altresì la virtualizzazione del front office, privilegiando l'utilizzo dei canali telematici (sito istituzionale, call center, cassetto bidirezionale, ecc.) per la gestione ordinaria delle domande di servizio. 

L'utenza può così raggiungere le informazioni ed ottenere servizi in maniera autonoma e svincolata dagli sportelli di sede, sempre più destinati ad attività di carattere di consulenza ed ad alto valore aggiunto, soprattutto in occasione dell'introduzione di novità normative cui segue di solito una maggior richiesta di informazioni qualificate.

Ciò premesso, per alcune linee di servizio, ritengo necessaria una diversa articolazione dell'attività di ricezione al pubblico che privilegi l'aspetto consulenziale in sede mediante l'Agenda Appuntamenti o Contact center.

Ciò premesso, sentiti i responsabili coinvolti, informati i Patronati, gli ordini dei commercialisti e consulenti del lavoro, informate le OOSS e RSU di sede;

DISPONGO

l'ampliamento del servizio  di consulenza allo sportello per gli sportelli "Aziende" e l'ampliamento del servizio di consulenza allo sportello per gli sportelli "Aziende e lavoratori autonomi" e "Gestione dipendenti pubblici" mediante aperture antimeridiane riservate ad utenza con appuntamento a decorrere dal 20 febbraio p.v..

L'attività consulenziale della gestione pubblica potrà richiedere talora il coinvolgimento dei colleghi della LPS Gestione Conto Individuale che pertanto provvederà all'apertura di un proprio sportello. La responsabile URP è autorizzata ad inserire le modifiche ai punti di consulenza su Agenda Appuntamenti come segue:

- Sportello Aziende e lavoratori autonomi: mercoledì e giovedì dalle 08.30 alle 12.30;

- Sportello Gestione dipendenti pubblici: venerdì dalle 08.30 alle 12.30;

- Sportello Gestione conto assicurativo individuale: venerdì dalle 08.30 alle 12.30.

Negli stessi orari non sarà aperto lo sportello relativo e per i cittadini che si rivolgeranno in sede, al di là dei servizi a ciclo chiuso, si procederà a fissare appuntamenti veloci. 


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Entro il 30 aprile prossimo dovrà essere presentata la dichiarazione MUD (Modello Unico di Dichiarazione ambientale) per i rifiuti speciali prodotti per l'anno 2018.

La comunicazione Mud deve essere presentata obbligatoriamente da:

- chiunque effettua a titolo professionale attività di raccolta e trasporto rifiuti, compreso il trasporto in conto proprio di rifiuti pericolosi;

- commercianti ed intermediari di rifiuti senza detenzione;

- imprese ed enti che effettuano operazioni di recupero e smaltimento dei rifiuti;

- imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi comprese le imprese agricole con un volume di affari annuo superiore a € 8.000,00;

- imprese ed enti produttori che hanno più di 10 dipendenti e sono produttori iniziali di rifiuti non pericolosi derivanti da lavorazioni industriali, da lavorazioni artigianali e da attività di recupero e smaltimento di rifiuti, fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e della depurazione delle acque reflue e da abbattimento dei fiumi.

UPA è a disposizione delle imprese per informazioni e assistenza nella compilazione, per la quale occorre fornire:

. visura camerale,

. documento di identità del titolare,

. delega,

. copie leggibili del registro di carico/scarico relativamente al 2018,

. copie leggibili dei formulari di trasporto relativamente al 2018,

. eventuali giacenze di rifiuti al 31/12/2018. 


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Dal 15 marzo 2019 entreranno in vigore le nuove Disposizioni operative che danno attuazione alla riforma del Fondo di garanzia (ai sensi del decreto interministeriale del 6 marzo 2017).

Tra le principali novità si segnala la ridefinizione delle modalità d’intervento che vengono articolate in garanzia diretta, riassicurazione e controgaranzia, l’applicazione all’intera operatività del Fondo del modello di valutazione basato sulla probabilità di inadempimento delle imprese beneficiarie, la riorganizzazione delle misure di copertura e di importo massimo garantito, l’introduzione delle operazioni a rischio tripartito.

Per quanto riguarda l’autorizzazione prevista dalla Parte XIV delle Disposizioni Operative anche ai fini delle domande di garanzia sulle operazioni a rischio tripartito, i soggetti garanti possono presentare al Gestore del Fondo l’apposita richiesta dalla data di pubblicazione della circolare del gestore n. 2/2019. 


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Contrazione dell'economia e disallineamento fra richieste di profili professionali e offerta hanno determinato nel mese di febbraio un calo delle assunzioni di 13mila posti.

In calo anche nel trimestre febbraio-aprile dove si prevede un calo di 25 mila unità. E' quanto indica il Borsino delle professioni del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal. Nello specifico sono circa 334mila i contatti di lavoro programmati dalle imprese a febbraio e saliranno a poco più di 1,1 milioni nel trimestre febbraio-aprile 2019.

L'indagine considera i flussi di entrate di nuovi collaboratori programmata dalle imprese con tutti i contratti di lavoro ( a tempo indeterminato, a tempo determinato, stagionali, a chiamata, apprendistato, in somministrazione, di collaborazione coordinata e continuativa ed altri contratti non alle dipendenze), della durata di almeno un mese solare (pari ad almeno 20 giornate lavorative).

In controtendenza appare positivo il trend per il manifatturiero dove ci si aspetta 3mila nuove entrate. In particolare sono previsti incrementi superiori al 10% per i comparti fondamentali del made in Italy come la moda, il tessile, la metallurgia e la meccatronica.

Sale a livello nazionale di 5 punti percentuali in un anno la difficoltà a reperire i profili idonei da introdurre in azienda, raggiungendo quasi il 29% delle entrate previste a febbraio 2019. Particolarmente elevata la difficoltà di reperimento per gli operai specializzati (+8,8%), che sfiora il 44% delle entrate previste nell'ambito del gruppo professionale. In crescita invece (+3,5mila entrate) le richieste da parte delle imprese di figure da impiegare nei settori del manifatturiero più dinamici come meccatronica e la filiera della moda, mentre è in forte calo il peso delle figure degli impiegati amministrativi e (-3,5mila ingressi programmati) e delle professioni non qualificate (-7,2mila).

In generale sono le imprese delle regioni meridionali a prevedere la flessione più rilevante ( - 9,5mila entrate rispetto a febbraio 2018). Sostanzialmente stabile il flusso delle entrate nel Nord Ovest nel Nord Est, mentre un incremento si registra per il Centro. Sensibile la riduzione delle entrate previste al Sud e Isole (-1,9 punti). Penalizzati soprattutto il settore del commercio (-8,1mila entrate rispetto a febbraio 2018), e per gli altri comparti del turismo (circa 4,9mila contratti previsti in più). In flessione anche le costruzioni (-1,7mila). 


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Si ricorda che è stato pubblicato il bando Isi 2018, con cui l’INAIL mette a disposizione delle imprese che vogliono investire in sicurezza quasi 370 milioni di euro di incentivi a fondo perduto. È l’importo più alto delle nove edizioni dell’iniziativa dell’Inail, che a partire dal 2010 ha stanziato complessivamente più di due miliardi di euro per contribuire alla realizzazione di progetti di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Nel dettaglio:

1.      Asse 1 (Isi Generalista): sono assegnati 182.308.344 euro, suddivisi in 180.308.344 euro per i progetti di investimento e due milioni per i progetti di adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale.

2.      Asse 2 (Isi Tematica): sono a disposizione 45 milioni di euro, destinati a sostenere la realizzazione di progetti per la riduzione del rischio da movimentazione manuale dei carichi.

3.     Asse 3 (Isi Amianto): per progetti di bonifica da materiali contenenti amianto, lo stanziamento è pari a 97.417.862 euro,

4.     Asse 4 (Isi Micro e Piccole Imprese): quest’anno riguarda le micro e piccole imprese operanti nei settori della pesca e del tessile, abbigliamento, pelle e calzature e sono disponibili 10 milioni.

5.     Asse 5 (Isi Agricoltura): per progetti per le micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione agricola primaria dei prodotti agricoli, anche in questo bando sono pari a 35 milioni di euro, suddivisi in 30 milioni per la generalità delle imprese agricole e cinque milioni riservati ai giovani agricoltori under 40, organizzati anche in forma societaria.

 

CONSULTA IL BANDO ABRUZZO

Il contributo può coprire fino al 65% delle spese sostenute. Il contributo sarà erogato in conto capitale e può coprire fino al 65% delle spese sostenute per ogni progetto ammesso, sulla base dei parametri e degli importi minimi e massimi specificati dal bando per ciascun asse di finanziamento. Rispetto a un anno fa, la novità principale è rappresentata dall’introduzione del sub-asse di finanziamento da due milioni di euro dedicato specificatamente ai progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale, con l’obiettivo di aumentare in modo significativo la diffusione di questi interventi di prevenzione.

La platea dei destinatari degli incentivi Inail comprende le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura. È stata confermata, inoltre, la possibilità per gli enti del terzo settore, anche non iscritti al registro delle imprese ma censiti negli albi e registri nazionali, regionali e delle Province autonome, di accedere al secondo asse di finanziamento dedicato ai progetti di riduzione del rischio dovuto alla movimentazione dei carichi.

Le tappe della procedura. La presentazione delle domande di accesso agli incentivi avverrà, come per i bandi precedenti, in modalità telematica, attraverso una procedura “valutativa a sportello” articolata in tre fasi. A partire dal prossimo 11 aprile le aziende interessate avranno tempo fino alle ore 18 del 30 maggio 2019 per compilare e salvare la propria domanda nella sezione “Servizi online” del sito Inail. Seguirà l’inoltro della domanda online nei giorni e orari di apertura dello sportello informatico (il cosiddetto “click day”), che saranno pubblicati sul sito dell’Istituto a partire dal 6 giugno 2019. Le imprese collocate in posizione utile per accedere al contributo dovranno poi confermare la domanda inserita online, tramite l’invio della documentazione indicata nell’avviso pubblico per la specifica tipologia di progetto. 


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Ieri la Camera, con 310 voti a favore e 245 contro, ha votato la questione di fiducia posta dal Governo sull’approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell’articolo unico del disegno di legge di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, recante disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione (Approvato dal Senato) (C. 1550), nel testo delle Commissioni, identico a quello approvato dal Senato.

Una delle novità più importanti introdotte dal provvedimento, è l’istituzione di una Sezione speciale del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, con una dotazione finanziaria iniziale di 50 milioni di euro, dedicata a interventi di garanzia, a condizioni di mercato, in favore delle PMI che sono in difficoltà nella restituzione delle rate di finanziamenti già contratti con banche e intermediari finanziari e sono titolari di crediti nei confronti delle PA.

Gli interventi di garanzia, e questa è la novità sostanziale, saranno estesi anche ai professionisti, anche non organizzati in ordini o collegi, che sono in difficoltà nella restituzione delle rate di finanziamenti già contratti con banche e intermediari finanziari anche titolari di crediti certificati nei confronti delle pubbliche Amministrazioni.

La garanzia della Sezione speciale sarà rilasciata su finanziamenti già concessi a PMI e professioni beneficiari da una banca o da un intermediario finanziario iscritto all’albo di cui all’articolo 106 del Dl n. 385/93, non già coperti da garanzia pubblica ed anche assistiti da ipoteca sugli immobili aziendali, classificati dalla stessa banca o intermediario finanziario come “inadempienze probabili”.

La legge prevede una copertura non superiore all’80% e fino a un importo massimo garantito di 2,5 milioni di euro, il minore tra:

  • l’importo del finanziamento non rimborsato alla data di presentazione della richiesta di garanzia, maggiorato degli interessi, contrattuali e di mora, maturati,
  • l’ammontare dei crediti certificati vantati verso la Pubblica Amministrazione, risultanti dalla piattaforma elettronica per la gestione telematica del rilascio delle certificazioni.

Un apposito decreto ministeriale definirà modalità, condizioni e limiti per la concessione, escussione e liquidazione della garanzia della Sezione speciale, la cui efficacia, va detto, è comunque condizionata al via libera della Commissione europea.

Il testo introduce, inoltre, l’istituzione presso la Presidenza del Consiglio dei ministri della Cabina di regia ZES(Zone Economiche Speciali), nonché una serie di agevolazioni per le nuove imprese e quelle già esistenti che avviano un programma di attività economiche imprenditoriali o di investimenti di natura incrementale nella ZES. Tali imprese beneficeranno di:

  • riduzione della metà dei termini per eventuali autorizzazioni, licenze, permessi, concessioni o nulla osta la cui adozione richiede l’acquisizione di pareri, intese, concerti o altri atti di assenso comunque denominati di competenza di più amministrazioni;
  • procedure speciali per semplificare ed accelerare l’insediamento, la realizzazione e lo svolgimento dell’attività economica (riduzione dei tempi per la Valutazione d’Impatto Ambientale, la Valutazione Ambientale Strategica, l’Autorizzazione Ambientale Integrata, ecc;
  • istituzione nelle ZES di aree doganali intercluse ai sensi del Codice doganale europeo, che consentono di operare, per le merci importate e da esportare, in regime di sospensione dell’IVA.

Inoltre, ogni Regione interessata potrà presentare al ministro per il Sud una proposta di protocollo o convenzione per l’individuazione di ulteriori procedure semplificate, e regimi procedimentali speciali entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione. Tali procedure sono estese anche alle imprese che operano nella Zona logistica semplificata (ZLS).

Provvedimento che riguarda la sola regione Abruzzo, e in particolare la località Rigopiano di Farindola: è autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per quest’anno, in favore delle vittime della valanga del gennaio 2017 e di coloro che hanno subìto delle lesioni.

Ancora: viene soppresso il Sistri, Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, che sarebbe scattato il primo gennaio di quest’anno. Al suo posto arriva il nuovo sistema di tracciabilità, organizzato e gestito direttamente dal Ministero dell’Ambiente. Fino all’entrata in vigore del nuovo strumento è prevista l’applicazione dei meccanismi di tracciabilità tradizionali (registri di carico e scarico, formulari di trasporto e Mud).

Di seguito altri provvedimenti contenuti nel testo:

Il testo ridefinisce i termini dell’entrata in vigore del comma 51 della legge n. 145 del 2018, che prevede l’abrogazione delle agevolazioni tributarie per soggetti quali enti di assistenza sociale, istituti di istruzione e istituti autonomi per le case popolari.

Per i beneficiari delle agevolazioni tributarie, specifica il provvedimento, non sarà possibile cumulare tali benefici con quelli derivanti dalla tassazione agevolata degli utili reinvestiti in beni materiali strumentali e per l’assunzione di personale previsti dalla legge di Bilancio 2019.

L’aliquota Ires per gli enti del terzo settore torna al 12% (con la legge di bilancio 2019 era salita al 24%).

Inoltre:

Rottamazione delle cartelle: è consentito l’accesso anche ai contribuenti che hanno aderito alla rottamazione bis ma non hanno versato entro il 7 dicembre 2018 le rate di luglio, settembre e ottobre.

Etichetta alimenti: diventa obbligatorio indicare nell’etichetta l’origine di tutte le materie prime utilizzate negli alimenti di produzione nazionale.

Previste anche misure volte a ridurre i costi dell‘installazione di reti di comunicazione elettronica a banda ultralarga, semplificando il rilascio delle autorizzazioni, e una definizione normativa delle “tecnologie basate su registri distribuiti” e dello “smart contract”. 


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Online il portale del Governo dedicato al Reddito di Cittadinanza, domande anche online dal 6 marzo, presentata anche la card.

Online il sito ufficiale per richiedere via web il Reddito di Cittadinanza. Raggiungibile all’indirizzo www.redditodicittadinanza.gov.it, al momento funge da portale informativo, ma dal 6 marzo sarà attivata la procedura per presentare la domanda vera e propria. Il Governo ha anche presentato la card sulla quale verrà versato il beneficio, preannunciando a breve una guida INPS in forma di FAQ.

Il sito contiene tutte le informazioni necessarie per richiedere il RdC. Ci sono schede che riassumono in modo molto schematico che cos’è il reddito di cittadinanza, come si calcola, quali requisiti bisogna avere per ottenerlo e un video esplicativo. Ecco la sintesi del suo contenuto:

· Domanda: si può presentare dal 6 marzo, con prima decorrenza utile relativa alla mensilità di aprile.

· Beneficio: il sussidio economico varia in base a reddito, spese per affitto o mutuo e composizione del familiare.

·  Beneficiari: possono richiederlo cittadini italiani, europei, lungo soggiornanti, residenti in Italia da almeno dieci anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo.

· Nucleo familiare: nessuno dei componenti deve aver lasciato il lavoro a seguito di dimissioni volontarie nei dodici mesi precedenti la domanda.

·  Requisiti standard: ISEE aggiornato inferiore a 9.360 euro annui, patrimonio immobiliare (esclusa prima casa) non superiore a 30.000 euro e patrimonio finanziario inferiore a 6.000 euro. Il limite cambia se il nucleo familiare è numeroso o conta persone con disabilità.

 Come si richiede il RdC

· Si può presentare domanda dal 6 marzo direttamente online sul sito Redditodicittadinanza, presso gli Uffici Postali o, presso i CAF, muniti di ISEE in corso di validità. Per maturare il contributo già dal mese di aprile, si può fare domanda fino al 31 marzo.

·  Se si sceglie di inoltrare l’istanza online, bisogna avere delle credenziali SPID, ossia essere titolari di una Identità Digitale attivata presso il Sistema Pubblico di Identità Digitale. Per ottenerle, ci si deve rivolgere ad uno degli Identity Provider accreditati presso l’AGID.

·  La richiesta di RdC sarà valutata dall’INPS, che verificherà i requisiti dichiarati. Se la domanda è accettata, si riceve comunicazione a fine aprile, in cui si indica quando e in quale ufficio postale ritirare la carta del Reddito di Cittadinanza, sulla quale sono caricati mensilmente i ratei del sussidio.

·  Dopo l’accettazione, inoltre, si viene contattati dai Centri per l’Impiego o dal Comune, per avviare un percorso di formazione e inserimento lavorativo, oppure un programma di inclusione attiva.

Dunque, chi presenta domanda dal 6 al 31 marzo può sperare di ottenere la prestazione già dalla mensilità di aprile (nel video, tuttavia, si parla di “comunicazione a fine aprile”). I tempi tecnici sono infatti brevi: le verifiche INPS possono durare al massimo 5 giorni. Poi, entro 30 giorni si ricevono le convocazioni per la sottoscrizione del patto per il lavoro.

Interessante la parte del portale che indica quali sono le pratiche che è possibile iniziare a fare prima del 6 marzo, per portarsi avanti e arrivare alla prima scadenza utile già pronti per presentare la domanda.

Il primo consiglio è quello di presentare fin da subito la DSU (dichiarazione sostitutiva unica) per ottenere l’ISEE. L’indicatore della situazione economica equivalente è infatti necessario per stabilire il diritto al reddito di cittadinanza. Altro adempimento che è possibile effettuare prima del 6 marzo, la richiesta delle credenziali SPID, che bisogna utilizzare in caso di domanda online. 


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Dal 7 febbraio riapre lo sportello per la presentazione delle domande per gli incentivi alle imprese previsti dalla “Nuova Sabatini”: lo ha disposto il Ministero dello sviluppo economico con il decreto direttoriale n. 1338 del 28 gennaio 2019, in seguito al rifinanziamento della misura con la Legge di Bilancio 2019.

I contributi sono concessi secondo le modalità fissate nel decreto interministeriale 25 gennaio 2016 e nella circolare direttoriale 15 febbraio 2017, n. 14036, e ss. mm. ii.

Il decreto è in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

A fronte del nuovo stanziamento di risorse finanziarie, con il decreto direttoriale n. 1337 del 28 gennaio 2019, è disposto altresì l’accoglimento delle prenotazioni pervenute nel mese di dicembre 2018 e non soddisfatte per insufficienza delle risorse disponibili.

L’accoglimento di dette prenotazioni non richiede un ulteriore invio da parte delle banche. Inoltre, le domande inviate dalle imprese alle banche/intermediari finanziari entro il 4 dicembre 2018 possono essere oggetto di prenotazione da parte dei medesimi istituti a partire dal 1° febbraio 2019.

Sono 480 milioni di euro le risorse finanziate con la legge di bilancio 2019 per continuare ad agevolare le piccole e medie imprese che intendono investire in beni strumentali.

La misura ha infatti l’obiettivo di incentivare la manifattura digitale e incrementare l’innovazione e l’efficienza del sistema imprenditoriale tramite l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature.

La “Nuova Sabatini” – introdotta nel 2013 – è stata in questi anni un importante strumento agevolativo per l’ammodernamento e la crescita del sistema produttivo italiano. Finora sono state oltre 63 mila le domande presentate dalle piccole e medie imprese, per un ammontare di contributo concesso superiore a un miliardo di euro.

L’enorme successo avuto dalla misura nel mondo imprenditoriale ha quindi determinato la riapertura dello sportello della misura sino all’esaurimento delle nuove risorse.

Rimane pertanto confermata la tipologia di contributo concesso, pari al 2,75% annuo sugli investimenti ordinari, e un contributo maggiorato del 30% – pari al 3,575% annuo – per la realizzazione di investimenti in tecnologie digitali – compresi gli investimenti in big data, cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, realtà aumentata, manifattura 4D, Radio frequency identification – e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti.

Cos’è

  • La misura Beni strumentali (“Nuova Sabatini”) è l’agevolazione messa a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico con l’obiettivo di facilitare l’accesso al credito delle imprese e accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese
  • La misura sostiene gli investimenti per acquistare o acquisire in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali

A chi si rivolge

  • Possono beneficiare dell’agevolazione le micro, piccole e medie imprese (PMI) che alla data di presentazione della domanda:
  • sono regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese o nel Registro delle imprese di pesca
  • sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali
  • non rientrano tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione Europea
  • non si trovano in condizioni tali da risultare imprese in difficoltà
  • hanno sede in uno Stato Membro purché provvedano all’apertura di una sede operativa in Italia entro il termine previsto per l’ultimazione dell’investimento

Settori ammessi

  • Sono ammessi tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca, ad eccezione dei seguenti:
  • attività finanziarie e assicurative
  • attività connesse all’esportazione e per gli interventi subordinati all’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti di importazione

Cosa finanzia

  • I beni devono essere nuovi e riferiti alle immobilizzazioni materiali per “impianti e macchinari”, “attrezzature industriali e commerciali” e “altri beni” ovvero spese classificabili nell’attivo dello stato patrimoniale alle voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4 dell’articolo 2424 del codice civile, come declamati nel principio contabile n.16 dell’OIC (Organismo italiano di contabilità), nonché a software e tecnologie digitali.  Non sono in ogni caso ammissibili le spese relative a terreni e fabbricati, relative a beni usati o rigenerati, nonché riferibili a “immobilizzazioni in corso e acconti”
  • Gli investimenti devono soddisfare i seguenti requisiti:
  • autonomia funzionale dei beni, non essendo ammesso il finanziamento di componenti o parti di macchinari che non soddisfano tale requisito
  • correlazione dei beni oggetto dell’agevolazione all’attività produttiva svolta dall’impresa

Le agevolazioni

  • Consistono nella concessione da parte di banche e intermediari finanziari, aderenti all’Addendum alla convenzione tra il Ministero dello sviluppo economico, l’Associazione Bancaria Italiana e Cassa depositi e prestiti S.p.A., di finanziamenti alle micro, piccole e medie imprese per sostenere gli investimenti previsti dalla misura, nonché di un contributo da parte del Ministero dello sviluppo economico rapportato agli interessi sui predetti finanziamenti
  • L’investimento può essere interamente coperto dal finanziamento bancario (o leasing)
  • Il finanziamento, che può essere assistito dalla garanzia del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” fino all’80% dell’ammontare del finanziamento stesso, deve essere:
  • di durata non superiore a 5 anni
  • di importo compreso tra 20.000 euro e 2 milioni di euro
  • interamente utilizzato per coprire gli investimenti ammissibili
Il contributo del Ministero dello sviluppo economico è un contributo il cui ammontare è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di cinque anni e di importo uguale all’investimento, ad un tasso d’interesse annuo pari al:
  • 2,75% per gli investimenti ordinari
  • 3,575% per gli investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti (investimenti in tecnologie cd. “industria 4.0”)
 I beni materiali e immateriali rientranti tra gli investimenti c.d. “industria 4.0” che possono beneficiare del contributo maggiorato del 30% previsto dalla legge 232 dell’11 dicembre 2016 (legge di bilancio 2017), sono individuati all’interno degli allegati 6/A e 6/B alla circolare 15 febbraio 2017 n.14036 e s.s.mm.ii. Alla luce delle novità introdotte dall’articolo 1, comma 32, legge 27 dicembre 2017 n. 205 (legge di bilancio 2018), con circolare n. 269210 del 3 agosto 2018 si è provveduto ad adeguare l’elenco dei beni immateriali (allegato 6/B) in relazione ai quali può essere riconosciuta la misura massima del contributo.
Per maggiori chiarimenti circa le caratteristiche tecniche e la riconducibilità dei beni per i quali si intende fruire del beneficio a quelli elencati negli allegati sopra citati, si invita a prendere visione delle linee guida tecniche contenute nella parte terza della Circolare Mise – Agenzia delle Entrate del 30 marzo 2017, n. 4/E
Esclusivamente in merito alla riconducibilità dei beni fra quelli elencati negli allegati sopra citati è possibile acquisire autonomamente il parere tecnico da parte del Ministero dello Sviluppo Economico.
La richiesta di parere va trasmessa all’indirizzo di posta PEC della Direzione Generale per la politica industriale, la competitività e le PMI: dgpicpmi.dg@pec.mise.gov.it
A riguardo, si invita preventivamente a prendere visione della sezione “Interpelli e pareri”

Come funziona

  • La PMI presenta alla banca o all’intermediario finanziario, unitamente alla richiesta di finanziamento, la domanda di accesso al contributo ministeriale, attestando il possesso dei requisiti e l’aderenza degli investimenti alle previsioni di legge. Le modalità di presentazione della domanda di accesso al contributo sono descritte nella sezione Beni strumentali (“Nuova Sabatini”) – Presentazione domande
  • La banca/intermediario finanziario verifica la regolarità formale e la completezza della documentazione trasmessa dalla PMI, nonché la sussistenza dei requisiti di natura soggettiva relativi alla dimensione di impresa e, sulla base delle domande pervenute, trasmette al Ministero richiesta di prenotazione delle risorse relative al contributo
  • La banca/intermediario finanziario, previa conferma da parte del Ministero della disponibilità, totale o parziale, delle risorse erariali da destinare al contributo, ha facoltà di concedere il finanziamento alla PMI mediante l’utilizzo della provvista costituita presso Cassa depositi e prestiti S.p.A., ovvero mediante diversa provvista
  • La banca/intermediario finanziario che decida di concedere il finanziamento alla PMI, adotta la relativa delibera e la trasmette al Ministero, unitamente alla documentazione inviata dalla stessa PMI in fase di presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni
  • Il Ministero adotta il provvedimento di concessione del contributo, con l’indicazione dell’ammontare degli investimenti ammissibili, delle agevolazioni concedibili e del relativo piano di erogazione, nonché degli obblighi e degli impegni a carico dell’impresa beneficiaria e lo trasmette alla stessa e alla relativa banca/intermediario finanziario
  • La banca/intermediario finanziario si impegna a stipulare il contratto di finanziamento con la PMI e ad erogare alla stessa il finanziamento in un’unica soluzione ovvero, nel caso di leasing finanziario, al fornitore entro trenta giorni dalla data di consegna del bene ovvero alla data di collaudo se successiva. La stipula del contratto di finanziamento può avvenire anche prima della ricezione del decreto di concessione del contributo
  • La PMI, ad investimento ultimato, compila, in formato digitale ed esclusivamente attraverso l’accesso alla piattaforma, la dichiarazione attestante l’avvenuta ultimazione, nonché, previo pagamento a saldo dei beni oggetto dell’investimento, la richiesta di erogazione della prima quota di contributo e le trasmette al Ministero, unitamente all’ulteriore documentazione richiesta. Le modalità per richiedere l’erogazione del contributo sono descritte nella sezione Beni strumentali (“Nuova Sabatini”) – Erogazione contributo
  • La PMI trasmette al Ministero, in formato digitale ed esclusivamente attraverso l’accesso alla piattaforma, le richieste di quote di contributo successive alla prima, allegando alle stesse l’ulteriore documentazione richiesta. Le modalità per richiedere l’erogazione del contributo sono descritte nella sezione Beni strumentali (“Nuova Sabatini”) – Erogazione contributo

 


Per info: SISTEMA UPA 0871/331442 - 380/4930957 info@claaiabruzzo.it   

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