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Si ricorda che è stato pubblicato il bando Isi 2018, con cui l’INAIL mette a disposizione delle imprese che vogliono investire in sicurezza quasi 370 milioni di euro di incentivi a fondo perduto. È l’importo più alto delle nove edizioni dell’iniziativa dell’Inail, che a partire dal 2010 ha stanziato complessivamente più di due miliardi di euro per contribuire alla realizzazione di progetti di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Nel dettaglio:

1.      Asse 1 (Isi Generalista): sono assegnati 182.308.344 euro, suddivisi in 180.308.344 euro per i progetti di investimento e due milioni per i progetti di adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale.

2.      Asse 2 (Isi Tematica): sono a disposizione 45 milioni di euro, destinati a sostenere la realizzazione di progetti per la riduzione del rischio da movimentazione manuale dei carichi.

3.     Asse 3 (Isi Amianto): per progetti di bonifica da materiali contenenti amianto, lo stanziamento è pari a 97.417.862 euro,

4.     Asse 4 (Isi Micro e Piccole Imprese): quest’anno riguarda le micro e piccole imprese operanti nei settori della pesca e del tessile, abbigliamento, pelle e calzature e sono disponibili 10 milioni.

5.     Asse 5 (Isi Agricoltura): per progetti per le micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione agricola primaria dei prodotti agricoli, anche in questo bando sono pari a 35 milioni di euro, suddivisi in 30 milioni per la generalità delle imprese agricole e cinque milioni riservati ai giovani agricoltori under 40, organizzati anche in forma societaria.

 

CONSULTA IL BANDO ABRUZZO

Il contributo può coprire fino al 65% delle spese sostenute. Il contributo sarà erogato in conto capitale e può coprire fino al 65% delle spese sostenute per ogni progetto ammesso, sulla base dei parametri e degli importi minimi e massimi specificati dal bando per ciascun asse di finanziamento. Rispetto a un anno fa, la novità principale è rappresentata dall’introduzione del sub-asse di finanziamento da due milioni di euro dedicato specificatamente ai progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale, con l’obiettivo di aumentare in modo significativo la diffusione di questi interventi di prevenzione.

La platea dei destinatari degli incentivi Inail comprende le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura. È stata confermata, inoltre, la possibilità per gli enti del terzo settore, anche non iscritti al registro delle imprese ma censiti negli albi e registri nazionali, regionali e delle Province autonome, di accedere al secondo asse di finanziamento dedicato ai progetti di riduzione del rischio dovuto alla movimentazione dei carichi.

Le tappe della procedura. La presentazione delle domande di accesso agli incentivi avverrà, come per i bandi precedenti, in modalità telematica, attraverso una procedura “valutativa a sportello” articolata in tre fasi. A partire dal prossimo 11 aprile le aziende interessate avranno tempo fino alle ore 18 del 30 maggio 2019 per compilare e salvare la propria domanda nella sezione “Servizi online” del sito Inail. Seguirà l’inoltro della domanda online nei giorni e orari di apertura dello sportello informatico (il cosiddetto “click day”), che saranno pubblicati sul sito dell’Istituto a partire dal 6 giugno 2019. Le imprese collocate in posizione utile per accedere al contributo dovranno poi confermare la domanda inserita online, tramite l’invio della documentazione indicata nell’avviso pubblico per la specifica tipologia di progetto. 


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Ieri la Camera, con 310 voti a favore e 245 contro, ha votato la questione di fiducia posta dal Governo sull’approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell’articolo unico del disegno di legge di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, recante disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione (Approvato dal Senato) (C. 1550), nel testo delle Commissioni, identico a quello approvato dal Senato.

Una delle novità più importanti introdotte dal provvedimento, è l’istituzione di una Sezione speciale del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, con una dotazione finanziaria iniziale di 50 milioni di euro, dedicata a interventi di garanzia, a condizioni di mercato, in favore delle PMI che sono in difficoltà nella restituzione delle rate di finanziamenti già contratti con banche e intermediari finanziari e sono titolari di crediti nei confronti delle PA.

Gli interventi di garanzia, e questa è la novità sostanziale, saranno estesi anche ai professionisti, anche non organizzati in ordini o collegi, che sono in difficoltà nella restituzione delle rate di finanziamenti già contratti con banche e intermediari finanziari anche titolari di crediti certificati nei confronti delle pubbliche Amministrazioni.

La garanzia della Sezione speciale sarà rilasciata su finanziamenti già concessi a PMI e professioni beneficiari da una banca o da un intermediario finanziario iscritto all’albo di cui all’articolo 106 del Dl n. 385/93, non già coperti da garanzia pubblica ed anche assistiti da ipoteca sugli immobili aziendali, classificati dalla stessa banca o intermediario finanziario come “inadempienze probabili”.

La legge prevede una copertura non superiore all’80% e fino a un importo massimo garantito di 2,5 milioni di euro, il minore tra:

  • l’importo del finanziamento non rimborsato alla data di presentazione della richiesta di garanzia, maggiorato degli interessi, contrattuali e di mora, maturati,
  • l’ammontare dei crediti certificati vantati verso la Pubblica Amministrazione, risultanti dalla piattaforma elettronica per la gestione telematica del rilascio delle certificazioni.

Un apposito decreto ministeriale definirà modalità, condizioni e limiti per la concessione, escussione e liquidazione della garanzia della Sezione speciale, la cui efficacia, va detto, è comunque condizionata al via libera della Commissione europea.

Il testo introduce, inoltre, l’istituzione presso la Presidenza del Consiglio dei ministri della Cabina di regia ZES(Zone Economiche Speciali), nonché una serie di agevolazioni per le nuove imprese e quelle già esistenti che avviano un programma di attività economiche imprenditoriali o di investimenti di natura incrementale nella ZES. Tali imprese beneficeranno di:

  • riduzione della metà dei termini per eventuali autorizzazioni, licenze, permessi, concessioni o nulla osta la cui adozione richiede l’acquisizione di pareri, intese, concerti o altri atti di assenso comunque denominati di competenza di più amministrazioni;
  • procedure speciali per semplificare ed accelerare l’insediamento, la realizzazione e lo svolgimento dell’attività economica (riduzione dei tempi per la Valutazione d’Impatto Ambientale, la Valutazione Ambientale Strategica, l’Autorizzazione Ambientale Integrata, ecc;
  • istituzione nelle ZES di aree doganali intercluse ai sensi del Codice doganale europeo, che consentono di operare, per le merci importate e da esportare, in regime di sospensione dell’IVA.

Inoltre, ogni Regione interessata potrà presentare al ministro per il Sud una proposta di protocollo o convenzione per l’individuazione di ulteriori procedure semplificate, e regimi procedimentali speciali entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione. Tali procedure sono estese anche alle imprese che operano nella Zona logistica semplificata (ZLS).

Provvedimento che riguarda la sola regione Abruzzo, e in particolare la località Rigopiano di Farindola: è autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per quest’anno, in favore delle vittime della valanga del gennaio 2017 e di coloro che hanno subìto delle lesioni.

Ancora: viene soppresso il Sistri, Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, che sarebbe scattato il primo gennaio di quest’anno. Al suo posto arriva il nuovo sistema di tracciabilità, organizzato e gestito direttamente dal Ministero dell’Ambiente. Fino all’entrata in vigore del nuovo strumento è prevista l’applicazione dei meccanismi di tracciabilità tradizionali (registri di carico e scarico, formulari di trasporto e Mud).

Di seguito altri provvedimenti contenuti nel testo:

Il testo ridefinisce i termini dell’entrata in vigore del comma 51 della legge n. 145 del 2018, che prevede l’abrogazione delle agevolazioni tributarie per soggetti quali enti di assistenza sociale, istituti di istruzione e istituti autonomi per le case popolari.

Per i beneficiari delle agevolazioni tributarie, specifica il provvedimento, non sarà possibile cumulare tali benefici con quelli derivanti dalla tassazione agevolata degli utili reinvestiti in beni materiali strumentali e per l’assunzione di personale previsti dalla legge di Bilancio 2019.

L’aliquota Ires per gli enti del terzo settore torna al 12% (con la legge di bilancio 2019 era salita al 24%).

Inoltre:

Rottamazione delle cartelle: è consentito l’accesso anche ai contribuenti che hanno aderito alla rottamazione bis ma non hanno versato entro il 7 dicembre 2018 le rate di luglio, settembre e ottobre.

Etichetta alimenti: diventa obbligatorio indicare nell’etichetta l’origine di tutte le materie prime utilizzate negli alimenti di produzione nazionale.

Previste anche misure volte a ridurre i costi dell‘installazione di reti di comunicazione elettronica a banda ultralarga, semplificando il rilascio delle autorizzazioni, e una definizione normativa delle “tecnologie basate su registri distribuiti” e dello “smart contract”. 


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Online il portale del Governo dedicato al Reddito di Cittadinanza, domande anche online dal 6 marzo, presentata anche la card.

Online il sito ufficiale per richiedere via web il Reddito di Cittadinanza. Raggiungibile all’indirizzo www.redditodicittadinanza.gov.it, al momento funge da portale informativo, ma dal 6 marzo sarà attivata la procedura per presentare la domanda vera e propria. Il Governo ha anche presentato la card sulla quale verrà versato il beneficio, preannunciando a breve una guida INPS in forma di FAQ.

Il sito contiene tutte le informazioni necessarie per richiedere il RdC. Ci sono schede che riassumono in modo molto schematico che cos’è il reddito di cittadinanza, come si calcola, quali requisiti bisogna avere per ottenerlo e un video esplicativo. Ecco la sintesi del suo contenuto:

· Domanda: si può presentare dal 6 marzo, con prima decorrenza utile relativa alla mensilità di aprile.

· Beneficio: il sussidio economico varia in base a reddito, spese per affitto o mutuo e composizione del familiare.

·  Beneficiari: possono richiederlo cittadini italiani, europei, lungo soggiornanti, residenti in Italia da almeno dieci anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo.

· Nucleo familiare: nessuno dei componenti deve aver lasciato il lavoro a seguito di dimissioni volontarie nei dodici mesi precedenti la domanda.

·  Requisiti standard: ISEE aggiornato inferiore a 9.360 euro annui, patrimonio immobiliare (esclusa prima casa) non superiore a 30.000 euro e patrimonio finanziario inferiore a 6.000 euro. Il limite cambia se il nucleo familiare è numeroso o conta persone con disabilità.

 Come si richiede il RdC

· Si può presentare domanda dal 6 marzo direttamente online sul sito Redditodicittadinanza, presso gli Uffici Postali o, presso i CAF, muniti di ISEE in corso di validità. Per maturare il contributo già dal mese di aprile, si può fare domanda fino al 31 marzo.

·  Se si sceglie di inoltrare l’istanza online, bisogna avere delle credenziali SPID, ossia essere titolari di una Identità Digitale attivata presso il Sistema Pubblico di Identità Digitale. Per ottenerle, ci si deve rivolgere ad uno degli Identity Provider accreditati presso l’AGID.

·  La richiesta di RdC sarà valutata dall’INPS, che verificherà i requisiti dichiarati. Se la domanda è accettata, si riceve comunicazione a fine aprile, in cui si indica quando e in quale ufficio postale ritirare la carta del Reddito di Cittadinanza, sulla quale sono caricati mensilmente i ratei del sussidio.

·  Dopo l’accettazione, inoltre, si viene contattati dai Centri per l’Impiego o dal Comune, per avviare un percorso di formazione e inserimento lavorativo, oppure un programma di inclusione attiva.

Dunque, chi presenta domanda dal 6 al 31 marzo può sperare di ottenere la prestazione già dalla mensilità di aprile (nel video, tuttavia, si parla di “comunicazione a fine aprile”). I tempi tecnici sono infatti brevi: le verifiche INPS possono durare al massimo 5 giorni. Poi, entro 30 giorni si ricevono le convocazioni per la sottoscrizione del patto per il lavoro.

Interessante la parte del portale che indica quali sono le pratiche che è possibile iniziare a fare prima del 6 marzo, per portarsi avanti e arrivare alla prima scadenza utile già pronti per presentare la domanda.

Il primo consiglio è quello di presentare fin da subito la DSU (dichiarazione sostitutiva unica) per ottenere l’ISEE. L’indicatore della situazione economica equivalente è infatti necessario per stabilire il diritto al reddito di cittadinanza. Altro adempimento che è possibile effettuare prima del 6 marzo, la richiesta delle credenziali SPID, che bisogna utilizzare in caso di domanda online. 


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Dal 7 febbraio riapre lo sportello per la presentazione delle domande per gli incentivi alle imprese previsti dalla “Nuova Sabatini”: lo ha disposto il Ministero dello sviluppo economico con il decreto direttoriale n. 1338 del 28 gennaio 2019, in seguito al rifinanziamento della misura con la Legge di Bilancio 2019.

I contributi sono concessi secondo le modalità fissate nel decreto interministeriale 25 gennaio 2016 e nella circolare direttoriale 15 febbraio 2017, n. 14036, e ss. mm. ii.

Il decreto è in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

A fronte del nuovo stanziamento di risorse finanziarie, con il decreto direttoriale n. 1337 del 28 gennaio 2019, è disposto altresì l’accoglimento delle prenotazioni pervenute nel mese di dicembre 2018 e non soddisfatte per insufficienza delle risorse disponibili.

L’accoglimento di dette prenotazioni non richiede un ulteriore invio da parte delle banche. Inoltre, le domande inviate dalle imprese alle banche/intermediari finanziari entro il 4 dicembre 2018 possono essere oggetto di prenotazione da parte dei medesimi istituti a partire dal 1° febbraio 2019.

Sono 480 milioni di euro le risorse finanziate con la legge di bilancio 2019 per continuare ad agevolare le piccole e medie imprese che intendono investire in beni strumentali.

La misura ha infatti l’obiettivo di incentivare la manifattura digitale e incrementare l’innovazione e l’efficienza del sistema imprenditoriale tramite l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature.

La “Nuova Sabatini” – introdotta nel 2013 – è stata in questi anni un importante strumento agevolativo per l’ammodernamento e la crescita del sistema produttivo italiano. Finora sono state oltre 63 mila le domande presentate dalle piccole e medie imprese, per un ammontare di contributo concesso superiore a un miliardo di euro.

L’enorme successo avuto dalla misura nel mondo imprenditoriale ha quindi determinato la riapertura dello sportello della misura sino all’esaurimento delle nuove risorse.

Rimane pertanto confermata la tipologia di contributo concesso, pari al 2,75% annuo sugli investimenti ordinari, e un contributo maggiorato del 30% – pari al 3,575% annuo – per la realizzazione di investimenti in tecnologie digitali – compresi gli investimenti in big data, cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, realtà aumentata, manifattura 4D, Radio frequency identification – e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti.

Cos’è

  • La misura Beni strumentali (“Nuova Sabatini”) è l’agevolazione messa a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico con l’obiettivo di facilitare l’accesso al credito delle imprese e accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese
  • La misura sostiene gli investimenti per acquistare o acquisire in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali

A chi si rivolge

  • Possono beneficiare dell’agevolazione le micro, piccole e medie imprese (PMI) che alla data di presentazione della domanda:
  • sono regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese o nel Registro delle imprese di pesca
  • sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali
  • non rientrano tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione Europea
  • non si trovano in condizioni tali da risultare imprese in difficoltà
  • hanno sede in uno Stato Membro purché provvedano all’apertura di una sede operativa in Italia entro il termine previsto per l’ultimazione dell’investimento

Settori ammessi

  • Sono ammessi tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca, ad eccezione dei seguenti:
  • attività finanziarie e assicurative
  • attività connesse all’esportazione e per gli interventi subordinati all’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti di importazione

Cosa finanzia

  • I beni devono essere nuovi e riferiti alle immobilizzazioni materiali per “impianti e macchinari”, “attrezzature industriali e commerciali” e “altri beni” ovvero spese classificabili nell’attivo dello stato patrimoniale alle voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4 dell’articolo 2424 del codice civile, come declamati nel principio contabile n.16 dell’OIC (Organismo italiano di contabilità), nonché a software e tecnologie digitali.  Non sono in ogni caso ammissibili le spese relative a terreni e fabbricati, relative a beni usati o rigenerati, nonché riferibili a “immobilizzazioni in corso e acconti”
  • Gli investimenti devono soddisfare i seguenti requisiti:
  • autonomia funzionale dei beni, non essendo ammesso il finanziamento di componenti o parti di macchinari che non soddisfano tale requisito
  • correlazione dei beni oggetto dell’agevolazione all’attività produttiva svolta dall’impresa

Le agevolazioni

  • Consistono nella concessione da parte di banche e intermediari finanziari, aderenti all’Addendum alla convenzione tra il Ministero dello sviluppo economico, l’Associazione Bancaria Italiana e Cassa depositi e prestiti S.p.A., di finanziamenti alle micro, piccole e medie imprese per sostenere gli investimenti previsti dalla misura, nonché di un contributo da parte del Ministero dello sviluppo economico rapportato agli interessi sui predetti finanziamenti
  • L’investimento può essere interamente coperto dal finanziamento bancario (o leasing)
  • Il finanziamento, che può essere assistito dalla garanzia del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” fino all’80% dell’ammontare del finanziamento stesso, deve essere:
  • di durata non superiore a 5 anni
  • di importo compreso tra 20.000 euro e 2 milioni di euro
  • interamente utilizzato per coprire gli investimenti ammissibili
Il contributo del Ministero dello sviluppo economico è un contributo il cui ammontare è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di cinque anni e di importo uguale all’investimento, ad un tasso d’interesse annuo pari al:
  • 2,75% per gli investimenti ordinari
  • 3,575% per gli investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti (investimenti in tecnologie cd. “industria 4.0”)
 I beni materiali e immateriali rientranti tra gli investimenti c.d. “industria 4.0” che possono beneficiare del contributo maggiorato del 30% previsto dalla legge 232 dell’11 dicembre 2016 (legge di bilancio 2017), sono individuati all’interno degli allegati 6/A e 6/B alla circolare 15 febbraio 2017 n.14036 e s.s.mm.ii. Alla luce delle novità introdotte dall’articolo 1, comma 32, legge 27 dicembre 2017 n. 205 (legge di bilancio 2018), con circolare n. 269210 del 3 agosto 2018 si è provveduto ad adeguare l’elenco dei beni immateriali (allegato 6/B) in relazione ai quali può essere riconosciuta la misura massima del contributo.
Per maggiori chiarimenti circa le caratteristiche tecniche e la riconducibilità dei beni per i quali si intende fruire del beneficio a quelli elencati negli allegati sopra citati, si invita a prendere visione delle linee guida tecniche contenute nella parte terza della Circolare Mise – Agenzia delle Entrate del 30 marzo 2017, n. 4/E
Esclusivamente in merito alla riconducibilità dei beni fra quelli elencati negli allegati sopra citati è possibile acquisire autonomamente il parere tecnico da parte del Ministero dello Sviluppo Economico.
La richiesta di parere va trasmessa all’indirizzo di posta PEC della Direzione Generale per la politica industriale, la competitività e le PMI: dgpicpmi.dg@pec.mise.gov.it
A riguardo, si invita preventivamente a prendere visione della sezione “Interpelli e pareri”

Come funziona

  • La PMI presenta alla banca o all’intermediario finanziario, unitamente alla richiesta di finanziamento, la domanda di accesso al contributo ministeriale, attestando il possesso dei requisiti e l’aderenza degli investimenti alle previsioni di legge. Le modalità di presentazione della domanda di accesso al contributo sono descritte nella sezione Beni strumentali (“Nuova Sabatini”) – Presentazione domande
  • La banca/intermediario finanziario verifica la regolarità formale e la completezza della documentazione trasmessa dalla PMI, nonché la sussistenza dei requisiti di natura soggettiva relativi alla dimensione di impresa e, sulla base delle domande pervenute, trasmette al Ministero richiesta di prenotazione delle risorse relative al contributo
  • La banca/intermediario finanziario, previa conferma da parte del Ministero della disponibilità, totale o parziale, delle risorse erariali da destinare al contributo, ha facoltà di concedere il finanziamento alla PMI mediante l’utilizzo della provvista costituita presso Cassa depositi e prestiti S.p.A., ovvero mediante diversa provvista
  • La banca/intermediario finanziario che decida di concedere il finanziamento alla PMI, adotta la relativa delibera e la trasmette al Ministero, unitamente alla documentazione inviata dalla stessa PMI in fase di presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni
  • Il Ministero adotta il provvedimento di concessione del contributo, con l’indicazione dell’ammontare degli investimenti ammissibili, delle agevolazioni concedibili e del relativo piano di erogazione, nonché degli obblighi e degli impegni a carico dell’impresa beneficiaria e lo trasmette alla stessa e alla relativa banca/intermediario finanziario
  • La banca/intermediario finanziario si impegna a stipulare il contratto di finanziamento con la PMI e ad erogare alla stessa il finanziamento in un’unica soluzione ovvero, nel caso di leasing finanziario, al fornitore entro trenta giorni dalla data di consegna del bene ovvero alla data di collaudo se successiva. La stipula del contratto di finanziamento può avvenire anche prima della ricezione del decreto di concessione del contributo
  • La PMI, ad investimento ultimato, compila, in formato digitale ed esclusivamente attraverso l’accesso alla piattaforma, la dichiarazione attestante l’avvenuta ultimazione, nonché, previo pagamento a saldo dei beni oggetto dell’investimento, la richiesta di erogazione della prima quota di contributo e le trasmette al Ministero, unitamente all’ulteriore documentazione richiesta. Le modalità per richiedere l’erogazione del contributo sono descritte nella sezione Beni strumentali (“Nuova Sabatini”) – Erogazione contributo
  • La PMI trasmette al Ministero, in formato digitale ed esclusivamente attraverso l’accesso alla piattaforma, le richieste di quote di contributo successive alla prima, allegando alle stesse l’ulteriore documentazione richiesta. Le modalità per richiedere l’erogazione del contributo sono descritte nella sezione Beni strumentali (“Nuova Sabatini”) – Erogazione contributo

 


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Alcune news in primo piano dalla CCIAA: 

Dal 12 febbraio i nuovi seminari di Eccellenze in Digitale per scoprire le opportunità del marketing digitale

Dal 12 febbraio al 12 marzo si terrà il nuovo ciclo di seminari di "Eccellenze in digitale", il progetto promosso dalla Camera di Commercio di Chieti Pescara, Unioncamere e Google giunto alla sua 5^ edizione, con l'obiettivo di diffondere la cultura digitale e la promozione del Made in Italy attraverso il web.

Trieste, Olio Capitale: opportunità per le aziende di produzione "Olio Extra Vergine d'oliva"

Dal 15 al 18 marzo, a Trieste, 12 aziende delle province di Chieti e Pescara avranno l'opportunità di partecipare a "Olio Capitale", la più importante fiera specializzata interamente dedicata alle migliori produzioni di olio d'oliva, giunta alla 13ma edizione, all'interno di uno spazio messo a disposizione...

Master in Diritto ed Economia del mare: aperte le iscrizioni al nuovo anno accademico

Partono le iscrizioni al nuovo Anno Accademico del Master in Diritto ed Economia del Mare. Il Master, unico in Italia, approfondisce le materie relative al diritto e dell’economia del mare, delle attività marittime, della pesca, della portualità, della navigazione e dei trasporti, della gestione delle risorse marine.

37° Concorso Premio Fedeltà al Lavoro

C'è tempo fino al 4 marzo per presentare la candidatura al concorso "Premio Fedeltà al Lavoro ed al Progresso economico" che da 37 anni viene riconosciuto ai lavoratori ed alle imprese delle province di Chieti e di Pescara. 


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Arriva la Card gialla del Reddito, sarà consentito un solo bonifico al mese per pagare l'affitto di casa.

Le domande a partire dal 6 marzo, la tessera si dovrà ritirare all'ufficio postale.

Si allega l'articolo completo. 

Scarica il File Allegato


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Sono 70 mila  le famiglie abruzzesi che potrebbero aver diritto al reddito di cittadinanza

Un numero importante, che declinato nel dettaglio dei residenti, si traduce in qualcosa come 250 mila persone. Più o meno, un sesto di tutta la popolazione regionale.

Certo, quello elaborato da Abruzzo Lavoro, la struttura regionale dedicata alle politiche dell'occupazione, è un dato "ampio", che non intercetta, in questa fase, tutta una fascia di famiglie che potrebbero essere escluse dal godimento del reddito di cittadinanza per la presenza di un "disoccupato volontario".

"Il comma 3 dell'art. 2 del decreto prevede che non abbiano diritto al reddito di cittadinanza i nuclei familiari che hanno tra i componenti soggetti disoccupati a seguito di dimissioni volontarie - spiegano da Abruzzo Lavoro - e questo significa escludere non il singolo ma la famiglia intera". 

Intanto, mentre in Abruzzo imperversa la campagna elettorale (il 10 febbraio si vota la Regione), c'è chi fa i conti e scopre che a reggere l'impatto con i 250 mila aventi diritto sarà una macchina organizzativa gravemente sottodimensionata, visto che i 15 centri dell'impiego possono contare su 169 impiagati totali, ma distribuiti in maniera non omogenea.

Così, se nell'Aquilano la situazione è tutto sommato accettabile,  nelle altre provincie le cono sono molto diverse.

 A Chieti, capoluogo di provincia con 51 mila residenti, gli impiegati sono solo 3 e a Pescara, che deve gestire oltre 200 mila persone, più volte, sono dovuti intervenire i Carabinieri, chiamati dai cittadini esasperati dalle file che i 16 dipendenti gestiscono a fatica.

 Intanto, allo sportello di Teramo continua la processione di quelli che vanno a chiedere: "Ma quando ce lo date il reddito di cittadinanza?".


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Dopo la firma di Mattarella, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Quota 100 e RdC, con entrata in vigore del reddito di cittadinanza e delle misure di riforma pensioni.

Pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto che contiene le norme su riforma pensioni e reddito di cittadinanza, dopo la firma del provvedimento da parte del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Con la pubblicazione del testo (Gazzetta Ufficiale n.23 del 28 gennaio 2019) è scattata  l’entrata in vigore del decreto. Ora, inizia l’iter parlamentare per la legge di conversione, che potrà eventualmente essere modificata da Camera e Senato.

Ricordiamo in estrema sintesi le principali norme contenute nel decreto legge:

  • reddito di cittadinanza:può raggiungere i 780 euro al mese per un single che vive in affitto, e i 1330 euro per un nucleo familiare composta da quattro persone maggiorenni. Per averne diritto bisogna rispettare una serie di requisito, fra cui un Isee pari al massimo a 9mila 360 euro annui, e firmare un patto per il lavoro o, in alcuni casi un patto per l’inclusione sociale.
  • Quota 100: per tre anni, dal 2019 al 2021, si può andare in pensione con 62 anni di età e 38 anni di contributi.
  • Pensione anticipata senza scatti aspettative di vita: il requisito resta a 42 anni e dieci mesi per gli uomini e 41 anni e dieci mesi per le donne. Introdotta però una finestra trimestrale fra maturazione del diritto e decorrenza pensione.
  • Opzione Donna: ampliata la platea alle lavoratrici nate nel 1959 e 1960. Bisogna avere almeno 35 anni di contributi, e 58 o 59 anni di età, rispettivamente per dipendenti e autonome.
  • Lavoratori precoci: anche in questo caso, niente aumenti aspettative di vita fino al 2026, ma nuova finestra trimestrale. Il requisito resta quindi a 41 anni di contributi (non sale a 41 anni e cinque mesi, come precedentemente previsto).
  • Ape sociale: proroga per tutto il 2019 dell’anticipo previdenziale riservato a lavoratori con almeno 63 annidi età che appartengono a una delle quattro categorie previste: disoccupati, caregiver, lavoratori con disabilità almeno al 74%, addetti a mansioni gravose.
  • Riscatto laurea agevolato con sconto, e nuova possibilità di valorizzare fino a cinque anni di contributi non versati (pace contributiva).
  • Scivolo quota 100: sostegno al reddito, a carico dei fondi bilateriali, per lavoratori che sono al massimo a tre anni dalla pensione.
  • Anticipo TFS per gli statali che vanno in pensione.

 


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Scadenze comunicazioni liquidazioni IVA trimestrali - Li.pe periodiche 2019, istruzioni e novità. Ecco il calendario completo dei termini di trasmissione per l'anno in corso.

Scadenze comunicazioni liquidazioni IVA trimestrali 2019: invio delle Lipe periodiche anche per il nuovo anno, con quattro data da segnare in rosso sul calendario.

Non si segnalano particolari novità sulle scadenze delle Lipe trimestrali 2019, che tuttavia a partire da quest’anno non saranno più accompagnate dallo spesometro, adempimento non più in vigore a partire dal 1° gennaio, data di avvio dell’obbligo di fatturazione elettronica.

Le comunicazioni delle liquidazioni IVA periodiche, al contrario, non sono state abolite ma bisogna in ogni caso rispettare le quattro scadenze annue anche per il 2019.

Nel campo degli adempimenti IVA ulteriori novità sono attese a partire dal 2020: il Decreto Legge in materia fiscale, il numero 119/2018, ha previsto che a partire dal prossimo anno e utilizzando i dati delle fatture elettroniche, del nuovo esterometro e dei corrispettivi telematici, l’Agenzia delle Entrate dovrà mettere a disposizione dei titolari di partita IVA una bozza delle liquidazioni periodiche IVA precompilate (insieme a dichiarazione IVA e registri).

Tornando alle scadenze, la prima data da ricordare sarà quella del 28 febbraio 2019, termine per l’invio delle Lipe del quarto trimestre del 2018 e dello spesometro del secondo semestre.

Si tratta soltanto di una delle date da segnare in rosso sul calendario e che sarà seguita da ulteriori quattro scadenze, relative alle operazioni IVA del 2019. Facciamo di seguito il punto sulle scadenze delle liquidazioni periodiche IVA 2019 e le istruzioni per l’invio delle comunicazioni trimestrali.

Scadenze comunicazioni liquidazioni IVA trimestrali Lipe periodiche 2019

Ecco le scadenze per l’invio della comunicazione delle liquidazioni IVA trimestrali 2019:

Periodo di riferimento

Versamento IVA

Invio telematico Lipe

Gennaio

18 febbraio 2019

31 maggio 2019 (liquidazioni)

Febbraio

18 marzo 2019

31 maggio 2019 (liquidazioni)

Marzo

16 aprile 2019

31 maggio 2019 (liquidazioni)

I trimestre

16 maggio 2019

31 maggio 2019 (liquidazioni)

Aprile

16 maggio 2019

16 settembre 2019 (liquidazioni)

Maggio

17 giugno 2019

16 settembre 2019 (liquidazioni)

Giugno

16 luglio 2019

16 settembre 2019 (liquidazioni)

II trimestre

20 agosto 2019

16 settembre 2019 (liquidazioni)

Luglio

20 agosto 2019

2 dicembre 2019 (liquidazioni)

Agosto

16 settembre 2019

2 dicembre 2019 (liquidazioni)

Settembre

16 ottobre 2019

2 dicembre 2019 (liquidazioni)

III trimestre

18 novembre 2019

2 dicembre 2019 (liquidazioni)

Ottobre

18 novembre 2019

28 febbraio 2020 (liquidazioni)

Novembre

16 dicembre 2019

28 febbraio 2020 (liquidazioni)

Dicembre

16 gennaio 2020

28 febbraio 2020 (liquidazioni)

IV trimestre

16 marzo 2020

28 febbraio 2020 (liquidazioni)

 

Come riportato nella tabella sopra, le comunicazioni IVA trimestrali delle liquidazioni periodiche o Lipe devono essere trasmesse telematicamente dal soggetto Iva o dal suo intermediario entro la fine del secondo mese successivo a ogni trimestre.

Si segnala poi la particolare situazione della scadenza per le Lipe del II trimestre 2019.

Lo scorso anno, ricordiamo, c’era stata non poca confusione in merito al termine di invio per effetto delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2018 per evitare la sovrapposizione di adempimenti.

Il comma 932 dell’articolo 1 della Legge 205/2017 affermava che:

Al fine di evitare la sovrapposizione di adempimenti, per gli anni in cui si applicano le disposizioni di cui all’articolo 21 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, il termine del 16 settembre di cui al comma 1 dello stesso articolo 21 e’ fissato al 30 settembre e il termine per la presentazione delle dichiarazioni in materia di imposte sui redditi e di imposta regionale sulle attività produttive dei soggetti indicati nell’articolo 2 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, in scadenza al 30 settembre, è fissato al 31 ottobre

L’articolo 21 del DL 78/2010 citato dalla norma di cui sopra è quello che disciplina lo spesometro; tuttavia, il successivo articolo 21-bis, che disciplina le Li.pe., rimanda a quest’ultimo in ordine alle scadenze.

Di conseguenza, la scadenza originariamente prevista per il 16 settembre sarebbe dovuta slittare al 30 settembre sia per le comunicazioni trimestrali delle liquidazioni IVA che per lo spesometro relativo al primo semestre.

L’Agenzia delle Entrate aveva tuttavia smentito tale interpretazione, confermando che il termine di trasmissione era quello del 16 settembre(slittato al 17 essendo di domenica).

Essendo stato cancellato l’obbligo di invio dello spesometro (per via dell’avvento della fatturazione elettronica) riteniamo che la scadenza corretta per le Lipe relative al II trimestre 2019 debba essere il prossimo 16 settembre.

Istruzioni comunicazione liquidazioni IVA trimestrali 2019

In attesa di novità, si ricorda che per trasmettere la comunicazione trimestrale IVA, occorre preparare un file xml che rispetti le specifiche tecniche e che, in particolare, contenga:

  • i dati identificativi del soggetto a cui si riferisce la comunicazione;
  • i dati delle operazioni di liquidazione IVA effettuate nel trimestre di riferimento;
  • i dati dell’eventuale dichiarante.

Successivamente, nell’ipotesi in cui il contribuente voglia gestire tutto tramite i software gratuiti messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, tale file:

1) andrà firmato mediante la funzione Sigillo, di cui al portale fatture e corrispettivi;
2) andrà controllato sempre mediante l’apposita funzione interna al portale fatture e corrispettivi;
3) andrà inviato telematicamente.

Lipe precompilate dal 2019? Le dichiarazioni di Maggiore e le novità del decreto fiscale

La principale novità attesa per quel che riguarda le scadenze della comunicazione delle liquidazioni IVA 2019 è l’avvento della bozza di precompilata.

Il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Antonino Maggiore, nel corso dell’Audizione parlamentare dello scorso 7 novembre aveva promesso che già dalla scadenza relativa al terzo trimestre 2019 sarebbe stata messa a disposizione dei contribuenti IVA una bozza di Lipe precompilata, modificabile dal contribuente stesso, seguendo le stesse logiche del 730 precompilato (modifica o accettazione del dato precompilato).

L’avvio della precompilata per le partite IVA (progetto sul quale si nutrono diversi dubbi) è stato oggetto di un successivo intervento legislativo ad hoc, contenuto al comma 1-bis dell’articolo 15 del Decreto Legge n. 119/2018:

1-bis. L’articolo 4 del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, e’ sostituito dal seguente:

« Art. 4. - (Semplificazioni amministrative e contabili) - 1. A partire dalle operazioni IVA 2020, nell’ambito di un programma di assistenza on line basato sui dati delle operazioni acquisiti con le fatture elettroniche e con le comunicazioni delle operazioni transfrontaliere nonché sui dati dei corrispettivi acquisiti telematicamente, l’Agenzia delle entrate mette a disposizione di tutti i soggetti passivi dell’IVA residenti e stabiliti in Italia, in apposita area riservata del sito internet dell’Agenzia stessa, le bozze dei seguenti documenti:

a) registri di cui agli articoli 23 e 25 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633;

b) liquidazione periodica dell’IVA;

c) dichiarazione annuale dell’IVA.

2. Per i soggetti passivi dell’IVA che, anche per il tramite di intermediari di cui all’articolo 3, comma 3, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, convalidano, nel caso in cui le informazioni proposte dall’Agenzia delle entrate siano complete, ovvero integrano nel dettaglio i dati proposti nelle bozze dei documenti di cui al comma 1, lettera a), viene meno l’obbligo di tenuta dei registri di cui agli articoli 23 e 25 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, fatta salva la tenuta del registro di cui all’articolo 18, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. L’obbligo di tenuta dei registri ai fini dell’IVA permane per i soggetti che optano per la tenuta dei registri secondo le modalità di cui all’articolo 18, comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.

3. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sono emanate le disposizioni necessarie per l’attuazione del presente articolo.

Le liquidazioni periodiche IVA precompilate potrebbero quindi debuttare solo nel 2020, ma in merito si attende il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate con tutte le disposizioni attuative.

Possibile l’avvio di una fase di sperimentazione già dal 2019? Vedremo quali novità ci riserverà il Fisco nei prossimi mesi.



Per info: SISTEMA UPA 0871/331442 - 380/4930957 info@claaiabruzzo.it  

Bando pubblicato in data 18/01/2019: scadenza termini di presentazione delle domande:  04/03/2019

Modalità di presentazione delle domande:

  • se Impresa, via pec all’indirizzo cciaa@pec.chpe.camcom.it
  • se Lavoratore dipendente, mediante raccomandata con ricevuta di ritorno indirizzata a CCIAA Chieti Pescara, Via F.lli Pomilio – 66100 Chieti – ovvero mediante pec all’indirizzo cciaa@pec.chpe.camcom.it

La Camera di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura Chieti Pescara bandisce il 37° Concorso “Premiazione della Fedeltà al Lavoro e del Progresso Economico” per premiare Lavoratori ed Imprese, appartenenti al territorio di competenza e che abbiano apportato significativi contributi allo sviluppo economico e sociale, mediante l’attribuzione di un premio consistente in medaglia placcata oro e di un diploma di benemerenza. I riconoscimenti assegnabili sono pari ad un massimo di 80, oltre a due Premi Speciali conferiti dalla Giunta della Camera di Commercio Chieti Pescara. Eventuali premi non assegnati nell’ambito della singola categoria, potranno essere ridistribuiti in percentuale sulle altre categorie che presentano un numero di richieste superiori rispetto ai premi stanziati.

Queste le categorie che possono accedere al premio:

CATEGORIA I (MODELLO LAVORATORI): n. 30 premi

Agricoltura Caccia e Pesca, Artigianato, Commercio, Industria e Servizi (anche dipendenti di associazioni di categoria, studi professionali, organizzazioni sindacali, cooperative, consorzi): lavoratori autonomi e lavoratori dipendenti (dirigenti, operai, tecnici, impiegati, braccianti, salariati, pensionati) che abbiano prestato lungo ed ininterrotto servizio presso la stessa impresa/settore industriale, commerciale, agricola, artigiana o di servizi con minimo di anni 25. I lavoratori del settore marittimo devono aver prestato ininterrotto servizio alle dipendenze di imprese del ramo per almeno 20 anni.

CATEGORIA II (MODELLO LAVORATORI): n. 5 premi

Liberi professionisti regolarmente iscritti ad Ordini o Collegi Professionali riconosciuti da almeno 30 anni che si siano specializzati in specifiche discipline giuridiche, economiche, ambientali, ecc, a seconda del settore di appartenenza.

CATEGORIA III (MODELLO LAVORATORI): n. 5 premi

Brevetti ed invenzioni: coloro che abbiano conseguito nell’ultimo quinquennio, un brevetto per invenzione industriale di particolare interesse o valore sociale.

CATEGORIA IV (MODELLO IMPRESE): n. 30 premi

Agricoltura Caccia Pesca, Artigianato, Commercio, Industria e Servizi: imprese che abbiano almeno 30 anni di ininterrotta attività; per le aziende appartenenti al settore pesca occorre un minimo di 20 anni.

CATEGORIA V (MODELLO IMPRESE): n. 5 premi

Innovazione: Imprese agricole, artigiane, commerciali, industriali e di servizi con almeno un ventennio di anzianità, che abbiano apportato alle loro aziende notevoli miglioramenti tecnici di carattere sociale, quali formazione continua del personale ed innovazioni tecnologiche significative.

CATEGORIA VI (MODELLO LAVORATORI O MODELLO IMPRESA): n. 5 premi

Italiani all’estero: lavoratori ed imprenditori di origine della provincia di Chieti o di Pescara che abbiano svolto, per almeno 15 anni, attività imprenditoriali o alle dipendenze in uno stesso settore in uno o più Paesi esteri documentate da certificazioni consolari.


PREMI SPECIALI

Sono previsti due Premi Speciali da destinare a personalità che si siano particolarmente distinte nel campo della cultura, dell’arte, dello sport, della scienza, della tecnica ed in campo umanitario, apportando significativi contributi allo sviluppo economico e sociale del territorio chietino e pescarese. Tali premi speciali saranno individuati dalla Giunta Camerale.

I premi saranno assegnati in ordine cronologico di arrivo delle domande ed in base ai seguenti criteri:

  • Il concorso è riservato a coloro che non abbiano già ricevuto, per lo stesso titolo, precedenti riconoscimenti dalle cessate Camere di Commercio di Chieti e di Pescara.
  • La sede di lavoro, sia per i lavoratori che le imprese (da intendersi sede legale o unità locale) deve essere nella provincia di Chieti o di Pescara.
  • Il requisito degli anni deve essere posseduto al 31 dicembre dell’anno precedente o alla data di cessazione dell’attività aziendale se antecedente.
  • Deve essere attestato mediante autocertificazione che il richiedente non abbia precedenti penali. I reati di lieve entità e che non riguardano fatti connessi ad attività lavorative né tantomeno concernono argomenti nell’ambito dei quali la Camera di Commercio svolge funzioni istituzionali, non sono considerati ostativi. In ogni caso sono considerati come non ostativi i reati che risultino, dall’apposita certificazione del casellario giudiziale richiesta, abrogati/depenalizzati o per i quali è stata concessa la riabilitazione. Il certificato del casellario giudiziale sarà richiesto d’ufficio dalla Camera di Commercio Chieti Pescara.

Il partecipante è responsabile della veridicità dei dati e fatti dichiarati. La Camera di Commercio si riserva di svolgere, anche a campione, idonei controlli sulla veridicità delle dichiarazioni sostitutive.

Per il conferimento dei premi di cui alle categoria I (lavoratori):

  • sono esclusi i dipendenti di Enti Pubblici o coloro che hanno svolto attività fuori provincia e pertanto, ai fini dell’assegnazione del premio, non saranno valutati gli anni di servizio eventualmente prestati in tali condizioni;
  • sono ammessi dipendenti in servizio ed in pensione;
  • la sede di lavoro deve essere (o essere stata) in provincia di Chieti o di Pescara;
  • il servizio alle dipendenze di ditte che si siano fuse o incorporate è valido agli effetti del computo dell’anzianità;
  • nel conteggio degli anni di servizio si terrà conto della continuità della contribuzione INPS computando anche le interruzioni comunque valutabili a fini pensionistici (CIG, malattia, maternità);
  • la domanda deve essere correlata da estratto conto INPS.

Per il conferimento dei premi di cui alle categoria II (liberi professionisti) nel conteggio degli anni di servizio si terrà conto della continuità della contribuzione risultante dalla propria Cassa di appartenenza, computando anche le interruzioni comunque valutabili a fini pensionistici. La domanda dovrà essere corredata da estratto conto retributivo (Cassa Avvocati, Cassa Edile, eccetera).

       Per il conferimento dei premi di cui alle categorie IV (imprese):

  • sono ammesse le imprese individuali o società di qualunque forma giuridica nonché consorzi o cooperative iscritte nel RI della CCIAA Chieti Pescara, con sede o UL in provincia di Chieti o di Pescara, attive ed in regola col pagamento del diritto annuale e dei contributi previdenziali ed assicurativi;
  • le imprese non devono essere sottoposte a procedure concorsuali e devono aver provveduto al saldo di somme a qualsiasi titolo dovute alla Camera di Commercio Chieti Pescara e/o sue partecipate;
  • sono ammesse imprese che abbiano avuto successione dei passaggi di titolarità nel gruppo familiare, anche se con interruzione temporanea di attività fino ad 1 (un) anno.

Nel caso di imprese cessate entro i dodici mesi antecedenti alla pubblicazione del bando, l’Ente camerale potrà conferire il premio solo se nelle condizioni di poter le verifiche necessarie all’attribuzione.

Per il conferimento dei premi di cui alla categoria VI (italiani all’estero) sono ammessi:

  • cittadini nati nella provincia di Chieti o di Pescara ma residenti all’estero;
  • figli o nipoti discendenti in linea retta (2° e 3° generazione), anche se nati all’estero, con almeno un genitore o progenitore di origine della provincia di Chieti o di Pescara.

La domanda di partecipazione dovrà essere accompagnata da una idonea documentazione dell’attività svolta all’estero per almeno 15 anni (curriculum vitae, certificazione o dichiarazione consolare, foto, giornali, pubblicazioni, eccetera).

Ai sensi della Legge 7 agosto 1990 n. 241 e successive modifiche “Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi”, il procedimento amministrativo, riferito al presente bando di concorso, è assegnato all’Ufficio Promozione della Camera di Commercio Chieti Pescara.

Il responsabile del procedimento amministrativo effettuerà l’esame delle domande e della relativa documentazione presentata, nonché di quella acquisita d’ufficio a completamento dell’istruttoria. Si formerà poi, una graduatoria da sottoporre alla Giunta Camerale ai fini dell’attribuzione dei relativi riconoscimenti.

Le richieste dovranno pervenire alla Camera di Commercio Chieti Pescara entro il termine di lunedì 4 marzo 2019 allegando alle stesse i documenti idonei a comprovare le condizioni di fatto per cui si ritiene di avere titolo per la partecipazione al concorso:

  • se Impresa, via pec all’indirizzo cciaa@pec.chpe.camcom.it;
  • se Lavoratore dipendente, mediante raccomandata con ricevuta di ritorno indirizzata a CCIAA Chieti Pescara, Via F.lli Pomilio – 66100 Chieti – o mediante pec cciaa@pec.chpe.camcom.it.

 

Maggiori informazioni e modulistica: 

http://www.pe.camcom.it/pagina675_premio-fedelta-al-lavoro.html 


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