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La p.a. dovrà comunicare con cittadini e imprese solo con strumenti digitali. E non potrà chiedere documenti di cui sia già in possesso.

Il principio del «once only», finora sempre rimasto sulla carta, potrà diventare realtà grazie all’ampliamento delle banche dati che dovranno cominciare a parlarsi (entro un termine perentorio) condividendo a regime le proprie informazioni. Ai dati base di interesse pubblico coinvolti nell’operazione di integrazione si aggiungono l’archivio dei veicoli, l’anagrafe degli abilitati alla guida, la banca dati Isee e l’anagrafe dei domicili digitali.

La nuova piattaforma per le notifiche digitali dovrà essere obbligatoriamente utilizzata per le comunicazioni che richiedono una notifica. Ma la piattaforma potrà essere utilizzata anche per la trasmissione di atti e comunicazioni per i quali non è previsto obbligo di notifica.

In tutti i casi di notifica digitale la piattaforma invierà anche un “avviso di cortesia” a chi ha comunicato anche una mail non certificata o un numero di telefono.

Cittadini e imprese potranno eleggere un domicilio digitale speciale anche solo per determinati atti o in occasione della presentazione di un’istanza alla pubblica amministrazione. E sarà possibile per chiunque delegare l’accesso a uno o più servizi digitali e analogici a un altro soggetto titolare di identità digitale. Quando la digitalizzazione della p.a. sarà giunta a compimento e tutte le comunicazioni saranno digitali, il domicilio digitale sarà attribuito a tutti coloro che ne saranno ancora sprovvisti.

E’ questo il percorso di innovazione digitale per la pubblica amministrazione disegnato dal decreto legge sulle semplificazioni e la governance del Pnrr (dl 77/2021) approvato ieri in via definitiva dall’aula del Senato.

Tra le novità più attese, introdotte nel passaggio del provvedimento a Montecitorio c’è la semplificazione del Superbonus 110% grazie alla presentazione al comune della sola Cila, la comunicazione di inizio lavori asseverata, senza bisogno di ulteriori certificazioni di regolarità. Oggi approderà all’esame della Conferenza Unificata il modulo standard per ottenere l’agevolazione.

Il decreto legge accelera le procedure di appalto, impedendo che eventuali ricorsi al Tar blocchino la realizzazione delle opere previste dal Pnrr. Al soggetto che vince un eventuale ricorso spetterà solo una tutela risarcitoria. Vengono inoltre dimezzati i tempi delle valutazioni ambientali per gli impianti di produzione di energie rinnovabili (dagli attuali 365 giorni della procedura ordinaria si passa a 175 giorni) e accelerate le autorizzazioni per la banda ultra larga (i tempi sono tagliati dagli attuali 250-300 giorni a un massimo di 90 giorni, decorsi i quali matura il silenzio assenso o può essere esercitato il potere sostitutivo). Sul silenzio silenzio assenso la novità più rilevante è rappresentata dalla possibilità per il cittadini di richiedere l’attestazione dell’accoglimento della domanda. Il cittadino che ha presentato una istanza alla p.a. e non ha avuto risposta nel termine di 30 (o al massimo 90 giorni), potrà chiedere all’amministrazione di rilasciare in via telematica, un’attestazione dell’intervenuto accoglimento della domanda. E gli enti pubblici non potranno sottrarsi a questo adempimento, perché, una volta passati dieci giorni dalla richiesta, senza aver ricevuto nulla, l’attestazione che certifica il silenzio-assenso potrà essere sostituita da una dichiarazione autocertificata da parte del privato (ai sensi dell’art. 47 dpr 445/2000).