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Due giorni per gli iscritti all’Inps per presentare le domande per accedere all’anno bianco per le partite iva, l’esonero contributivo deciso dalla legge di bilancio 2021.

Ieri, infatti, il Ministero del lavoro ha pubblicato il decreto atteso da mesi dalle categorie professionali. Nel testo, che definisce tutti i dettagli per l’anno bianco, viene indicata la data del 31 luglio per inviare le domande all’Inps da parte degli iscritti alla gestione separata e alle gestioni speciali Ago (artigiani e commercianti).

Il modulo per presentarle si potrà trovare sul sito dell’Istituto nazionale di previdenza sociale.

Per quanto riguarda gli iscritti alle casse previdenziali, invece, le domande dovranno essere inviate entro il 31 ottobre 2021; prima, gli enti dovranno comunicare all’Agenzia delle entrate l’elenco dei soggetti ai quali è stato concesso l’esonero.

E’ stata la legge di bilancio, come detto, a istituire l’anno bianco per le partite iva, stanziando un miliardo di euro, cifra poi salita a 2,5 miliardi con il decreto Sostegni 1.

L’agevolazione è rivolta ai professionisti iscritti all’Inps, a quelli iscritti alle casse private e ai professionisti sanitari in quiescenza a cui siano stati conferiti incarichi di lavoro autonomo.

Per poter godere dell’esonero, il professionista dovrà aver subito un calo del fatturato del 33% nel 2020 rispetto al 2019 e aver percepito, nel periodo di imposta 2019, un reddito complessivo non superiore a 50.000 euro. Inoltre, il beneficiario non dovrà essere titolare di un contratto di lavoro subordinato e di pensione diretta diversa dall’assegno di invalidità. Ai soggetti che hanno aperto la partita iva nel 2020 non si applicheranno i requisiti e l’esonero verrà comunque garantito.

Si parla di un esonero massimo di 3.000 euro a testa. L’articolo 2 definisce le disposizioni per gli iscritti all’Inps: per prima cosa, viene indicata la somma che sarà utilizzata per questi professionisti, ovvero 1,5 miliardi sui 2,5 totali. L’esonero «avrà ad oggetto i contributi previdenziali complessivi” sempre nel limite massimo di 3.000 euro “in scadenza entro il 31 dicembre 2021». La fruizione del beneficio sarà subordinata al possesso della regolarità contributiva. Il comma 5 indica le tempistiche con cui si dovranno inviare le domande, restringendo di molto il lasso temporale; infatti, viene indicata la data del 31 luglio come ultima entro la quale presentare la domanda a pena di decadenza. Si dovrà utilizzare lo schema predisposto dall’Inps, a ieri ancora non pubblicato.

E’ plausibile ipotizzare che, nel momento in cui verrà resa pubblica la domanda, l’Istituto conceda altro tempo per l’invio della stessa. Nel caso in cui le risorse stanziate non bastassero a coprire l’intera platea, “«l’Inps provvede a ridurre l’agevolazione in misura proporzionale alla platea dei beneficiari, che provvederanno a integrare il versamento secondo le indicazioni del medesimo istituto».

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