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Congelato anche, dal Dl di ieri, il cashback, ma riprenderà dal primo gennaio 2022.

Salta dunque il nuovo semestre di rimborsi del 10% sugli acquisti effettuati con mezzi di pagamento tracciati mentre il governo garantirà il rimborso fino al 30 di novembre (in precedenza era in 60 giorni) per chi al 30 giugno 2021 ha effettuato almeno 50 transazioni.

Sfuma del tutto per i 100 mila aderenti per numero di transazioni il maxi rimborso da 1.500 euro. Arriva, invece, per gli esercenti un credito di imposta del 100% (in precedenza era del 30%) per spingerli a dotarsi di terminali di ultima generazioni per i pagamenti tracciati e che comunicano le informazioni con l’Agenzia delle entrate.

Cashback in bilico. La misura è stata sospesa e sarà la legge di bilancio la sede in cui si apporteranno delle modifiche alla normativa per eliminare eventuali distorsioni. Nel provvedimento la sospensione è applicata per il periodo del primo luglio 2021 al 31 dicembre 2021 mentre il programma di rimborso vale per il semestre concluso ieri e per quello, indicato originariamente dal decreto di novembre 2020 n. 156, dal primo gennaio 2022 al giugno 2022. A cambiare, però sarà la procedura di rimborso, non più entro 60 giorni ma più lunga, fino a novembre, subordinata a una graduatoria post reclami. I risparmi della tagliola sul cashback sono quantificati in 1,5 mld di euro e andranno a finanziare un fondo per gli ammortizzatori sociali. È potenziato inoltre il credito di imposta per l’acquisto dei pos, che passa dal 30 al 100% con paletti e condizioni a seconda del volume dei ricavi. La spesa coperta è tra i 230 e 460 euro.