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L'Agenzia delle Entrate fa il punto sulle modifiche introdotte al regime forfettario dalla Legge di Bilancio per il 2019, eliminando alcuni paletti.

Con la circolare n. 9/E/2019 l’Agenzia delle Entrate ha fornito indicazioni circa le modifiche al regime forfetario introdotte dall’articolo 1, commi da 9 a 11, legge n. 145/2018 (Legge di Bilancio 2019), chiarendo molti dubbi e criticità sull’accesso al nuovo regime forfettario. Si tratta di novità che hanno di fatto ampliato la platea di coloro che possono beneficiare del regime forfettario, facendo rientrare anche alcuni contribuenti che erano in regime semplificato e, prima, non presentavano i requisiti necessari ma che ora possono applicare questo regime a partire dal 2019, essendo venute meno le cause di esclusione.

Regime forfettario: platea estesa

Le Entrate ricordano che possono accedere al regime forfettario che prevede l’applicazione di un’unica imposta sostitutiva del 15% i contribuenti persone fisiche già esercenti attività di impresa, arti o professioni che nell’anno precedente hanno conseguito ricavi e compensi non superiori a 65mila euro, indipendentemente dall’attività esercitata, oltre a quelli che iniziano una nuova attività. Possono inoltre applicare l’imposta, sostitutiva di IRPEF, addizionali regionali e comunali e IRAP, anche le imprese familiari e le aziende coniugali non gestite in forma societaria. precisa il Fisco. Per le start up che rispettano determinate condizioni la misura dell’imposta sostitutiva è ridotta al 5% per i primi cinque periodi d’imposta.

Per valutare il requisito del tetto massimo dei ricavi, ai fini dell’accesso al regime forfetario, nel caso in cui il contribuente eserciti più attività, contraddistinte da più codici Ateco, occorre fare riferimento alla somma di ricavi e compensi relativi alle attività esercitate.

Ex praticanti

Tra le novità evidenziate dalle Entrate, l’ammissione al regime di vantaggio anche per gli ex praticanti che iniziano una nuova attività e operano prevalentemente con i datori di lavoro e i soci di società semplici dove hanno svolto il periodo di praticantato obbligatorio, se queste ultime non producono redditi di lavoro autonomo o d’impresa, anche di fatto. Mentre, in caso di possesso di quote in società a responsabilità limitata, è necessario valutare l’attività effettivamente svolta dalla società controllata, a prescindere dai codici Ateco formalmente dichiarati dal contribuente.

Passaggio al regime forfettario

Per quanto riguarda il passaggio al regime forfettario, essendo venute meno alcune cause di esclusione, coloro i quali erano in regime semplificato possono ora rientrare nel regime forfetario. Non occorre presentare nessuna opzione o comunicazione. Coloro che nel 2018 erano in regime ordinario, per opzione, possono fare altrettanto. Restano esclusi da questa possibilità gli esercenti attività d’impresa arti o professioni che contemporaneamente all’esercizio dell’attività, partecipano a società di persone, associazioni o imprese familiari o che controllano società a responsabilità limitata che svolgono attività riconducibili a quella da loro svolta in regime forfetario, a meno che nel corso del 2019 la causa inibitoria venga rimossa.

Non possono, inoltre, avvalersi del regime forfetario le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta, ad esclusione, come sopra specificato degli “ex praticanti”.

Semplificazioni

Nella circolare, le Entrate ricordano che i contribuenti che aderiscono al regime forfetario:

  • non addebitano l’IVA in fattura e non devono osservare gli obblighi di liquidazione e versamento dell’imposta né gli obblighi contabili e dichiarativi previsti dal Dpr n. 633/1972;
  • sono esonerati dall’obbligo di fatturazione elettronica, con l’eccezione delle fatture elettroniche nei confronti della PA che rimangono obbligatorie;
  • sono esonerati dagli indicatori sintetici di affidabilità (ISA);
  • sono esonerati dalle ritenute d’acconto e dalla loro applicazione;
  • sono esonerati dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili.

Adempimenti

I contribuenti devono comunque assicurare alcuni adempimenti:

  • numerare e conservare le fatture di acquisto e le bollette doganali;
  • certificare i corrispettivi e versare l’IVA per le operazioni in cui risultano essere debitori di imposta, dopo aver integrato la fattura indicando l’aliquota e la relativa imposta;
  • conservare i documenti emessi e ricevuti;
  • presentare la Certificazione Unica con le ritenute previdenziali e assistenziali operate.

 


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Proroga Inail più ampia. Valida anche per le aziende cessate nel 2019.

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Reddito e Quota 100 sono legge, ma allarme per crescita zero.

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Si rende noto dell'iniziativa del Club C.S.A. con il Patrocinio dell' UPA - CLAAI, inerente al

"Corso di intervento finalizzato all'idea di invecchiamento attivo"  - Active Ageing

Il Corso in collaborazione con la Cattedra di Biologia applicata della Facoltà dell'Università G. D'Annunzio di Chieti, si terrà lunedì 1 Aprile 2019 alle ore 17.30  presso l'ufficio UPA in via Dei Palmensi, 1 - Chieti.

In allegato la locandina d'invito. 

 

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Per non perdere il sussidio, le vecchie domande di reddito di cittadinanza dovranno essere aggiornate tra sei mesi per adeguarle ai nuovi requisiti.

Chi avesse già presentato domanda di accesso al Reddito di cittadinanza dovrà inoltrarle nuovamente tra sei mesi, per adeguarle ai nuovi requisiti previsti dal Parlamento con la conversione in legge del dl n. 4/2019, pena la perdita del sussidio. A stabilire la validità semestrale delle vecchie domande di RdC e la necessità di aggiornarle per non perdere il sussidio è lo stesso decreto di conversione, attualmente all’esame dalla Camera.

Reddito di cittadinanza: nuovi requisiti

Il decreto ha infatti introdotto alcune importanti modifiche ai requisiti di accesso al Reddito di cittadinanza: nel caso in cui il beneficiario del sussidio sia interessato alle modifiche dei requisiti, la domanda andrà ripresentata allo scadere dei sei mesi dall’entrata in vigore del decreto.  Per certificare il possesso dei nuovi requisiti:

  • nuclei con figli minorenni devono presentare l’ISEE minorenni ai sensi dell’art. 7 del dpcm 159/2013. Da precisare che il genitore naturale è sempre considerato nel nucleo del figlio minorenne, anche in caso di genitore che ha riconosciuto il figlio ma che non risulta convivente nel nucleo e non è coniugato con l’altro genitore;
  • i cittadini extraUE devono produrre una certificazione rilasciata dalla competente autorità del loro Stato sui requisiti di reddito e patrimoniali e sulla composizione del nucleo, da far poi legalizzare dal consolato italiano per attestarne la conformità. Non possono accedere al RdC i soggetti con status di rifugiato politico, coloro che provengono da Paesi con convenzioni che dispongono diversamente, i soggetti di Paesi in cui sia impossibile acquisire le certificazioni;
  • per i nuclei con disabili è stato innalzato il limite del requisito del patrimonio mobiliare da 5 mila a 7.500 euro per ogni componente con disabilità grave o non autosufficiente, che incrementa il requisito del patrimonio mobiliare fissato in misura base a 6 mila euro, ed è stato elevato il valore massimo della scala di equivalenza, che passa da 2,1 a 2,2, nel caso in cui nel nucleo siano presenti componenti in condizione di disabilità grave o non autosufficienza come definita ai fini ISEE.

In generale la norma prevede che tutti i requisiti richiesti risultino in possesso del richiedente sia al momento della presentazione della domanda che per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, tuttavia chi ha già presentato domanda di RdC, grazie alla clausola di salvaguarda inserita nel decreto, potrà continuare a beneficiare del sussidio. Ma solo per un massimo di sei mesi. Questo anche qualora l’istanza presentata fosse priva dell’eventuale ulteriore certificazione, documentazione o dichiarazione sul possesso di requisiti richiesta dalle norme introdotte in sede di conversione. Dunque chi è già stato ammesso al beneficio potrà continuare a fruirne fino a settembre, poi dovrà ripresentare la domanda, nel caso in cui sia interessato alle modifiche dei requisiti.

Alcuni emendamenti al decreto approvati dalla Commissione Lavoro prevedono inoltre l’inibizione dall’accesso al RdC a chi ha, o ha avuto, guai con la giustizia, o possiede degli immobili all’estero.

Vengono inoltre previsti un incremento dell’importo massimo di RdC erogabile in presenza di almeno quattro componenti il nucleo familiare da 1.050 euro a 1.100 euro mensili e l’assimilazione del cosiddetto “working poor”, ovvero chi dispone di redditi da lavoro al di sotto della soglia di imponibilità fiscale (no tax area), alla disoccupazione. 


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730/2019 online dal 15 aprile: scelta del modello, scadenze, novità fiscali, dati in dichiarazione precompilata, trasmissione.

Come di consueto, la dichiarazione precompilata è disponibile sull’apposito portale dell’Agenzia delle Entrate a partire dal 15 aprile, con la trasmissione da effettuarsi entro il 23 luglio se in via personale oppure entro il 7 del mese se tramite sostituto d’imposta.

Tra le novità del 730/2019, spiccano la deducibilità del trasporto pubblico al 19%, il bonus verde e l’inclusione di nuovi interventi ammessi alla detrazione per interventi di riqualificazione energetica.

Modello 730/2019

Vediamo una breve guida al modello dichiarativo dei lavoratori dipendenti, partendo dalle principali novità che il contribuente troverà nel 730/2019:

  • trasporto pubblico: detrazione IRPEF 19% (introdotta dalla manovra 2018) sulle spese per abbonamento al servizio di trasporto pubblico (fino a 250 euro);
  • bonus green: detrazione fiscale al 36% fino a un tetto di 5mila euro per la sistemazione a verde delle unità immobiliari, compresi interventi su parti comuni esterne di edifici condominiali;
  • riqualificazione energetica: nuove tipologie di interventi agevolabili con aliquota al 65, 80 e 85%.

Agevolazioni fiscali 2019 per il risparmio energetico

Fra le altre novità: deduzione 10% erogazioni liberali a favore delle ONLUS, OV e APS; altre detrazioni al 19% (assicurazione contro eventi calamitosi, strumenti compensativi e sussidi tecnici e informatici per diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento, previdenza complementare dei dipendenti pubblici.

Dati nella Precompilata

  • Certificazione Unica: redditi di lavoro dipendente o pensione, ritenute Irpef, dati dei familiari a carico, credito d’imposta APE, compensi di lavoro autonomo occasionale, locazioni brevi.
  • Detrazioni IRPEF: spese sanitarie e relativi rimborsi, interessi passivi sui mutui, premi assicurativi, contributi previdenziali, previdenza complementare, contributi versati ai lavoratori domestici, spese di frequenza nido e relativi rimborsi, spese universitarie e relativi rimborsi, spese funebri, erogazioni liberali, spese per interventi di recupero edilizio e per misure antisismiche, di arredo immobili ristrutturati e interventi di risparmio energetico, spese per interventi di sistemazione a verde.
  • Eccedenze, crediti e oneri pluriennali: oneri con detrazione pluriennale (recupero patrimonio edilizio, bonus arredi interventi di risparmio energetico), crediti d’imposta ed eccedenze riportabili.
  • Altri dati in Anagrafe tributaria: banche dati immobiliari (catasto e atti del registro), pagamenti e compensazioni con F24. 

Trasmissione

Il modello cartaceo del 730/2019 è disponibile per il download sul sito delle Entrate, completo di istruzioni. Resta dunque ferma la possibilità per il contribuente di presentare il modello cartaceo, con le consuete scadenze: 23 luglio dal CAF, 7 luglio dai sostituti d’imposta.

Per la trasmissione online, invece, servono come sempre le credenziali di accesso al portale ufficiale delle dichiarazioni precompilate: SPID, Fisconline, PIN INPS o Carta Nazionale dei Servizi. 


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Codice crisi d'impresa e insolvenza: dal 16 marzo 2019, nuovo obbligo di nomina di amministratori e revisori per numerose PMI.

Conto alla rovescia per l’entrata in vigore delle prime disposizioni previste dal nuovo codice della crisi d’impresa: anche le PMI saranno tenute a obblighi più stringenti in attuazione del Dlgs 14/2019 (Gazzetta Ufficiale del 14 febbraio), pienamente operativo dal 2020 ma che dal 16 marzo 2019 prevede molte nuove regole per le imprese.

Entrano ad esempio in vigore gli articoli 377-379 sugli assetti societari e le nomine di amministratori organi direttivi. Diventa obbligatoria la nomina di un organo di controllo o di un revisore per tutte le imprese che hanno superato 2 milioni di ricavi oppure occupano almeno dieci dipendenti.

Dal momento in cui scatta, l’obbligo cessa solo dopo che per tre esercizi consecutivi non viene superato nessuno dei sopra citati limiti (di fatturato o dipendenti).

Il grosso del provvedimento, lo ricordiamo, diventerà operativo il 15 agosto 2020 prevedendo nuovi strumenti di allerta, indicatori di crisi, obblighi di monitoraggio e segnalazione da parte degli organi societari.

Sono i capisaldi di un nuovo scenario, che le imprese hanno tempo per affrontare. Nel frattempo, ci sono misure che si applicano da subito e altre per cui bisogna prepararsi.

Le regole più severe sul monitoraggio dei fattori di crisi saranno rilevanti, ad esempio, sul fronte della

Fra i provvedimenti contenuti nella riforma fallimentare che entrano in vigore dal prossimo 16 marzo, spicca anche la competenza dei tribunali specializzati in materia di imprese. 


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Contributi Inps ridotti del 35% sono disponibili per gli artigiani e i commercianti per tutto il 2019. La legge di bilancio in corso ha confermato la facilitazione contributiva che accompagna il regime agevolato (noto come "forfettario") per quanti ne hanno già beneficiato nel 2018, permanendo i requisiti, salvo una espressa rinuncia. In questa eventualità, difficilmente gli artigiani e i commercianti sono in grado di stabilire al 31 dicembre di ciascun anno l'eventuale perdita dei requisiti intervenuta nello stesso anno.

Per favorire gli interessati l'Inps consente che la dichiarazione di uscita dal regime agevolato (per mancanza dei requisiti o solo per libera scelta) ed il rientro nel regime ordinario venga trasmessa entro il prossimo 28 febbraio, con effetto dal 1° gennaio 2019.

Le comunicazioni presentate dopo il 1° marzo producono il ripristino del regime ordinario con decorrenza dall'anno successivo. La scadenza del 28 febbraio vale anche per chi desidera entrare nel forfettario. Si tratta degli autonomi che hanno iniziato l'attività nel 2018 e che scelgono il regime agevolato per il 2019; entro tale data devono comunicare la propria adesione. In particolare, agli artigiani e ai commercianti che si iscrivono quest'anno per la prima volta l'Inps consiglia di trasmettere l'adesione al forfettario non appena siano in possesso del provvedimento di iscrizione, così da consentire all'Istituto di predisporre tempestivamente la riduzione delle contribuzioni.

Contributi agevolati. La base imponibile per i contributi ridotti è costituita dal reddito forfettario individuato ai fini fiscali. La riduzione del 35% si applica sia per il reddito entro il minimale (nel 2019, 3.818,16 euro per gli artigiani e 3.832,45 per i commercianti) sia per la quota di reddito eventualmente eccedente. Di conseguenza, se quanto versato complessivamente risulta inferiore al contributo ordinario sul minimale, l'accredito dei contributi non coprirà l'intero anno. È una valutazione da non trascurare per gli artigiani e i commercianti interessati alla pensione Quota 100 e che sono oggi in possesso di 34/37 anni di versamenti. Corrono il rischio, a causa della contrazione degli accrediti, di non raggiungere il requisito intero degli anni di contributi che compongono Quota 100, fermi restando i 62 anni di età. 


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Si segnala l'ordine di servizio emanato dal Direttore della Sede provinciale di Chieti sulla novità di ricezione del pubblico e l'ampliamento del servizio di consulenza allo sportello a decorrere dal 20 febbraio p.v..

Il modello organizzativo dell'Istituto per le strutture territoriali esalta la funzione di consulenza come momento di contatto privilegiato con il cliente per l'articolazione della richiesta, per il livello di approfondimento della risposta, per la modalità di contatto sempre concordata con l'utente.

Consolida altresì la virtualizzazione del front office, privilegiando l'utilizzo dei canali telematici (sito istituzionale, call center, cassetto bidirezionale, ecc.) per la gestione ordinaria delle domande di servizio. 

L'utenza può così raggiungere le informazioni ed ottenere servizi in maniera autonoma e svincolata dagli sportelli di sede, sempre più destinati ad attività di carattere di consulenza ed ad alto valore aggiunto, soprattutto in occasione dell'introduzione di novità normative cui segue di solito una maggior richiesta di informazioni qualificate.

Ciò premesso, per alcune linee di servizio, ritengo necessaria una diversa articolazione dell'attività di ricezione al pubblico che privilegi l'aspetto consulenziale in sede mediante l'Agenda Appuntamenti o Contact center.

Ciò premesso, sentiti i responsabili coinvolti, informati i Patronati, gli ordini dei commercialisti e consulenti del lavoro, informate le OOSS e RSU di sede;

DISPONGO

l'ampliamento del servizio  di consulenza allo sportello per gli sportelli "Aziende" e l'ampliamento del servizio di consulenza allo sportello per gli sportelli "Aziende e lavoratori autonomi" e "Gestione dipendenti pubblici" mediante aperture antimeridiane riservate ad utenza con appuntamento a decorrere dal 20 febbraio p.v..

L'attività consulenziale della gestione pubblica potrà richiedere talora il coinvolgimento dei colleghi della LPS Gestione Conto Individuale che pertanto provvederà all'apertura di un proprio sportello. La responsabile URP è autorizzata ad inserire le modifiche ai punti di consulenza su Agenda Appuntamenti come segue:

- Sportello Aziende e lavoratori autonomi: mercoledì e giovedì dalle 08.30 alle 12.30;

- Sportello Gestione dipendenti pubblici: venerdì dalle 08.30 alle 12.30;

- Sportello Gestione conto assicurativo individuale: venerdì dalle 08.30 alle 12.30.

Negli stessi orari non sarà aperto lo sportello relativo e per i cittadini che si rivolgeranno in sede, al di là dei servizi a ciclo chiuso, si procederà a fissare appuntamenti veloci. 


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Entro il 30 aprile prossimo dovrà essere presentata la dichiarazione MUD (Modello Unico di Dichiarazione ambientale) per i rifiuti speciali prodotti per l'anno 2018.

La comunicazione Mud deve essere presentata obbligatoriamente da:

- chiunque effettua a titolo professionale attività di raccolta e trasporto rifiuti, compreso il trasporto in conto proprio di rifiuti pericolosi;

- commercianti ed intermediari di rifiuti senza detenzione;

- imprese ed enti che effettuano operazioni di recupero e smaltimento dei rifiuti;

- imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi comprese le imprese agricole con un volume di affari annuo superiore a € 8.000,00;

- imprese ed enti produttori che hanno più di 10 dipendenti e sono produttori iniziali di rifiuti non pericolosi derivanti da lavorazioni industriali, da lavorazioni artigianali e da attività di recupero e smaltimento di rifiuti, fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e della depurazione delle acque reflue e da abbattimento dei fiumi.

UPA è a disposizione delle imprese per informazioni e assistenza nella compilazione, per la quale occorre fornire:

. visura camerale,

. documento di identità del titolare,

. delega,

. copie leggibili del registro di carico/scarico relativamente al 2018,

. copie leggibili dei formulari di trasporto relativamente al 2018,

. eventuali giacenze di rifiuti al 31/12/2018. 


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