Per info: SISTEMA UPA 0871/331442 - 380/4930957 info@claaiabruzzo.it  

Comunicato stampa congiunto di:

CASARTIGIANI - CLAAI - CNA - CONFAPI - CONFARTIGIANATO - CONFCOMMERCIO - CONFESERCENTI ABRUZZO

Decreto Crescita: " Cambiare le norme che restringono l'accesso al credito".

Si allega Comunicato completo. 

Scarica il File Allegato


Per info: SISTEMA UPA 0871/331442 - 380/4930957 info@claaiabruzzo.it 

Interpello del Ministero del lavoro, autorizzazione sempre necessaria per l'installazione delle telecamere nei luoghi di lavoro, non c'è silenzio-assenso.

In allegato l'intero articolo.

 


Scarica il File Allegato


Per info: SISTEMA UPA 0871/331442 - 380/4930957 info@claaiabruzzo.it     

L'Agenzia delle Entrate estende ai patronati l'attività di intermediazione per pratiche di successione e registrazione contratti d'affitto: il provvedimento.

Uno specifico provvedimento dell’Agenzia delle Entrate (99344/2019 dello scorso 18 aprile) individua nuove tipologie di intermediari in materia di successioni, volture catastali e registrazione dei contratti di affitto. In particolare, gli Istituti di patronato e di assistenza sociale (legge 152/2001) sono ora abilitati alla trasmissione telematica di:

  • dichiarazioni di successione,
  • domanda di volture catastali.

Inoltre, gli Istituti di patronato e assistenza sociale potranno svolgere il servizio di registrazione telematica dei contratti di locazione e del versamento delle relative imposte.

Il Fisco risponde così a un adempimento previsto dalla legge 190/2014, comma 310, che ha ridefinito le attività erogabili dagli istituti di patronato e di assistenza sociale, prevedendo che possano svolgere una serie di attività sia nei confronti di soggetti pubblici sia di soggetti privati, in virtù del fatto che possiedono i necessari requisiti tecnici e organizzativi e svolgono un ruolo significativo nei rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione.

patronati possono dunque erogare i seguenti servizi: attività informative e di sostegno, consulenza, supporto, servizio e assistenza tecnica in materia di previdenza e assistenza sociale, diritto del lavoro, sanità e diritto di famiglia e delle successioni, diritto civile e legislazione fiscale, risparmio, tutela e sicurezza sul lavoro. 


Per info: SISTEMA UPA 0871/331442 - 380/4930957 info@claaiabruzzo.it     

Verso l'eliminazione dell'obbligo di nomina di revisore o collegio sindacale nelle piccole Srl (Codice crisi d'impresa): anticipazioni del Governo.

Il Governo intende semplificare i nuovi obblighi per le Srl previsti dal Codice della Crisi d’impresa: novità che hanno destato forti preoccupazioni (l’adeguamento è richiesto entro il prossimo 16 dicembre) e che quindi, in base alle anticipazioni fornite in conferenza stampa alla Camera, l’esecutivo vuole intervenire.

Come? Rimuovendo l’obbligo di nominare un revisore o un collegio sindacale per le piccole imprese.

La novità è contenuta nell’articolo 379 del dlgs 14/2019 (riforma della crisi d’impresa e dell’insolvenza), che va a modificare l’articolo 2477 del codice civile, introducendo l’obbligo di nominare l’organo di controllo (collegio sindacale) o il revisore nel caso in cui l’impresa superi per due anni consecutivi determinati limiti di fatturato e numero di occupati.

In base all’attuale formulazione della norma (in vigore a regime da agosto 2020), l’obbligo scatta quando per due anni consecutivi viene superato almeno uno dei seguenti limiti:

  • 2 milioni di euro di attivo stato patrimoniale (dai precedenti 8,8 milioni);
  • 2 milioni di euro di ricavi (dai precedenti 4,4 milioni);
  • 10 dipendenti occupati in media durante l’esercizio (dai precedenti 50).

Quindi, per fare un esempio molto semplice, una PMI che supera per due anni consecutivi i dieci dipendenti ha l’obbligo di nominare collegio o revisore dei conti. Il Governo intende eliminare questa rigidità, contraria alla ratio della norma, che non vuole incrementare il numero di adempimenti ma introdurre disposizioni che prevengano le crisi e consentano di proseguire l’attività per superare eventuali fasi di difficoltà.

E’ il viceministro Massimo Garavaglia a sottolineare le criticità della misura: «tutte le volte che sindaco o revisore segnalassero la presenza di un possibile stato di crisi, le banche chiederebbero l’immediato rientro del fido mettendo le aziende in difficoltà ancora maggiore».

L’esecutivo valuta quindi un meccanismo che tuteli maggiormente le piccole imprese, srl e cooperative, eliminando l’inasprimento delle regole sulle soglie dimensionali delle imprese. 


Per info: SISTEMA UPA 0871/331442 - 380/4930957 info@claaiabruzzo.it    

Dal 1 maggio 2019 entra in vigore il Bonus Sud, un incentivo economico per i datori di lavoro privati della Regione Abruzzo.

Si allega alla presente Circolare informativa completa.

 

Scarica il File Allegato


Per info: SISTEMA UPA 0871/331442 - 380/4930957 info@claaiabruzzo.it    

L'Agenzia delle Entrate fa il punto sulle modifiche introdotte al regime forfettario dalla Legge di Bilancio per il 2019, eliminando alcuni paletti.

Con la circolare n. 9/E/2019 l’Agenzia delle Entrate ha fornito indicazioni circa le modifiche al regime forfetario introdotte dall’articolo 1, commi da 9 a 11, legge n. 145/2018 (Legge di Bilancio 2019), chiarendo molti dubbi e criticità sull’accesso al nuovo regime forfettario. Si tratta di novità che hanno di fatto ampliato la platea di coloro che possono beneficiare del regime forfettario, facendo rientrare anche alcuni contribuenti che erano in regime semplificato e, prima, non presentavano i requisiti necessari ma che ora possono applicare questo regime a partire dal 2019, essendo venute meno le cause di esclusione.

Regime forfettario: platea estesa

Le Entrate ricordano che possono accedere al regime forfettario che prevede l’applicazione di un’unica imposta sostitutiva del 15% i contribuenti persone fisiche già esercenti attività di impresa, arti o professioni che nell’anno precedente hanno conseguito ricavi e compensi non superiori a 65mila euro, indipendentemente dall’attività esercitata, oltre a quelli che iniziano una nuova attività. Possono inoltre applicare l’imposta, sostitutiva di IRPEF, addizionali regionali e comunali e IRAP, anche le imprese familiari e le aziende coniugali non gestite in forma societaria. precisa il Fisco. Per le start up che rispettano determinate condizioni la misura dell’imposta sostitutiva è ridotta al 5% per i primi cinque periodi d’imposta.

Per valutare il requisito del tetto massimo dei ricavi, ai fini dell’accesso al regime forfetario, nel caso in cui il contribuente eserciti più attività, contraddistinte da più codici Ateco, occorre fare riferimento alla somma di ricavi e compensi relativi alle attività esercitate.

Ex praticanti

Tra le novità evidenziate dalle Entrate, l’ammissione al regime di vantaggio anche per gli ex praticanti che iniziano una nuova attività e operano prevalentemente con i datori di lavoro e i soci di società semplici dove hanno svolto il periodo di praticantato obbligatorio, se queste ultime non producono redditi di lavoro autonomo o d’impresa, anche di fatto. Mentre, in caso di possesso di quote in società a responsabilità limitata, è necessario valutare l’attività effettivamente svolta dalla società controllata, a prescindere dai codici Ateco formalmente dichiarati dal contribuente.

Passaggio al regime forfettario

Per quanto riguarda il passaggio al regime forfettario, essendo venute meno alcune cause di esclusione, coloro i quali erano in regime semplificato possono ora rientrare nel regime forfetario. Non occorre presentare nessuna opzione o comunicazione. Coloro che nel 2018 erano in regime ordinario, per opzione, possono fare altrettanto. Restano esclusi da questa possibilità gli esercenti attività d’impresa arti o professioni che contemporaneamente all’esercizio dell’attività, partecipano a società di persone, associazioni o imprese familiari o che controllano società a responsabilità limitata che svolgono attività riconducibili a quella da loro svolta in regime forfetario, a meno che nel corso del 2019 la causa inibitoria venga rimossa.

Non possono, inoltre, avvalersi del regime forfetario le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta, ad esclusione, come sopra specificato degli “ex praticanti”.

Semplificazioni

Nella circolare, le Entrate ricordano che i contribuenti che aderiscono al regime forfetario:

  • non addebitano l’IVA in fattura e non devono osservare gli obblighi di liquidazione e versamento dell’imposta né gli obblighi contabili e dichiarativi previsti dal Dpr n. 633/1972;
  • sono esonerati dall’obbligo di fatturazione elettronica, con l’eccezione delle fatture elettroniche nei confronti della PA che rimangono obbligatorie;
  • sono esonerati dagli indicatori sintetici di affidabilità (ISA);
  • sono esonerati dalle ritenute d’acconto e dalla loro applicazione;
  • sono esonerati dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili.

Adempimenti

I contribuenti devono comunque assicurare alcuni adempimenti:

  • numerare e conservare le fatture di acquisto e le bollette doganali;
  • certificare i corrispettivi e versare l’IVA per le operazioni in cui risultano essere debitori di imposta, dopo aver integrato la fattura indicando l’aliquota e la relativa imposta;
  • conservare i documenti emessi e ricevuti;
  • presentare la Certificazione Unica con le ritenute previdenziali e assistenziali operate.

 


Per info: SISTEMA UPA 0871/331442 - 380/4930957 info@claaiabruzzo.it    

Proroga Inail più ampia. Valida anche per le aziende cessate nel 2019.

Si allega articolo completo. 

Scarica il File Allegato


Per info: SISTEMA UPA 0871/331442 - 380/4930957 info@claaiabruzzo.it    

Reddito e Quota 100 sono legge, ma allarme per crescita zero.

Si allega articolo completo. 

Scarica il File Allegato


Per info: SISTEMA UPA 0871/331442 - 380/4930957 info@claaiabruzzo.it    

Si rende noto dell'iniziativa del Club C.S.A. con il Patrocinio dell' UPA - CLAAI, inerente al

"Corso di intervento finalizzato all'idea di invecchiamento attivo"  - Active Ageing

Il Corso in collaborazione con la Cattedra di Biologia applicata della Facoltà dell'Università G. D'Annunzio di Chieti, si terrà lunedì 1 Aprile 2019 alle ore 17.30  presso l'ufficio UPA in via Dei Palmensi, 1 - Chieti.

In allegato la locandina d'invito. 

 

Scarica il File Allegato


Per info: SISTEMA UPA 0871/331442 - 380/4930957 info@claaiabruzzo.it   

Per non perdere il sussidio, le vecchie domande di reddito di cittadinanza dovranno essere aggiornate tra sei mesi per adeguarle ai nuovi requisiti.

Chi avesse già presentato domanda di accesso al Reddito di cittadinanza dovrà inoltrarle nuovamente tra sei mesi, per adeguarle ai nuovi requisiti previsti dal Parlamento con la conversione in legge del dl n. 4/2019, pena la perdita del sussidio. A stabilire la validità semestrale delle vecchie domande di RdC e la necessità di aggiornarle per non perdere il sussidio è lo stesso decreto di conversione, attualmente all’esame dalla Camera.

Reddito di cittadinanza: nuovi requisiti

Il decreto ha infatti introdotto alcune importanti modifiche ai requisiti di accesso al Reddito di cittadinanza: nel caso in cui il beneficiario del sussidio sia interessato alle modifiche dei requisiti, la domanda andrà ripresentata allo scadere dei sei mesi dall’entrata in vigore del decreto.  Per certificare il possesso dei nuovi requisiti:

  • nuclei con figli minorenni devono presentare l’ISEE minorenni ai sensi dell’art. 7 del dpcm 159/2013. Da precisare che il genitore naturale è sempre considerato nel nucleo del figlio minorenne, anche in caso di genitore che ha riconosciuto il figlio ma che non risulta convivente nel nucleo e non è coniugato con l’altro genitore;
  • i cittadini extraUE devono produrre una certificazione rilasciata dalla competente autorità del loro Stato sui requisiti di reddito e patrimoniali e sulla composizione del nucleo, da far poi legalizzare dal consolato italiano per attestarne la conformità. Non possono accedere al RdC i soggetti con status di rifugiato politico, coloro che provengono da Paesi con convenzioni che dispongono diversamente, i soggetti di Paesi in cui sia impossibile acquisire le certificazioni;
  • per i nuclei con disabili è stato innalzato il limite del requisito del patrimonio mobiliare da 5 mila a 7.500 euro per ogni componente con disabilità grave o non autosufficiente, che incrementa il requisito del patrimonio mobiliare fissato in misura base a 6 mila euro, ed è stato elevato il valore massimo della scala di equivalenza, che passa da 2,1 a 2,2, nel caso in cui nel nucleo siano presenti componenti in condizione di disabilità grave o non autosufficienza come definita ai fini ISEE.

In generale la norma prevede che tutti i requisiti richiesti risultino in possesso del richiedente sia al momento della presentazione della domanda che per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, tuttavia chi ha già presentato domanda di RdC, grazie alla clausola di salvaguarda inserita nel decreto, potrà continuare a beneficiare del sussidio. Ma solo per un massimo di sei mesi. Questo anche qualora l’istanza presentata fosse priva dell’eventuale ulteriore certificazione, documentazione o dichiarazione sul possesso di requisiti richiesta dalle norme introdotte in sede di conversione. Dunque chi è già stato ammesso al beneficio potrà continuare a fruirne fino a settembre, poi dovrà ripresentare la domanda, nel caso in cui sia interessato alle modifiche dei requisiti.

Alcuni emendamenti al decreto approvati dalla Commissione Lavoro prevedono inoltre l’inibizione dall’accesso al RdC a chi ha, o ha avuto, guai con la giustizia, o possiede degli immobili all’estero.

Vengono inoltre previsti un incremento dell’importo massimo di RdC erogabile in presenza di almeno quattro componenti il nucleo familiare da 1.050 euro a 1.100 euro mensili e l’assimilazione del cosiddetto “working poor”, ovvero chi dispone di redditi da lavoro al di sotto della soglia di imponibilità fiscale (no tax area), alla disoccupazione. 


Prima 1 2 3 4 5  ... Ultima 

L'ORGANIZZAZIONE UPA-CLAAI

L’UPA e' un’ organizzazione autonoma di assistenza e tutela politico-sindacale degli artigiani e piccole imprese.
Vai alla sezione

LE NOSTRE SEDI

Scopri tutte le nostre filiali, siamo presenti su tutto il territorio abruzzese.
Cerca la sede più vicina
Vai alla sezione

NEWSLETTER

Per essere sempre aggiornato, inserisci la tua mail e riceverai periodicamente tutte le News, le comunicazioni e le pubblicazioni.


   

Privacy Policy | © Copyright 2014 Claai Abruzzo | Sede Centrale CHIETI tel. +39 0871 348970 - 320061 - 334905

Credits by: KOMBI