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Decreto semplificazioni approvato dal Governo il 12 dicembre 2018: nel testo c'è l'abolizione del Sistri e del LUL telematico, novità per le imprese creditrici nei confronti della PA.

Decreto semplificazioni, il Governo ha approvato il testo in seconda lettura il 12 dicembre 2018. Le novità per le imprese non mancano, sebbene ridotte rispetto alla versione in bozza approvata insieme al Decreto Fiscale.

Sono l’abolizione del Sistri e del LUL telematico due delle novità per le imprese previste dal 2019, che si uniscono alla cosiddetta norma Bramini relativa ai ritardi dei pagamenti della PA. Le imprese potranno contare su un Fondo di Garanzia ad hoc che, come affermato dal Ministro del Lavoro e del MISE Luigi Di Maio, garantirà i pagamenti in modo da non far saltare i conti delle aziende creditrici nei confronti dello Stato.

Non c’è invece la riforma del Codice degli Appalti, che viene affidata con delega al Governo dal Premier Conte.

Per conoscere tutte le novità sarà necessario attendere la pubblicazione del testo del decreto semplificazioni in Gazzetta Ufficiale. Le novità si andranno ad incrociare con le misure previste dal Decreto Fiscale 119/2018 e dalla Legge di Bilancio 2019.

Decreto semplificazioni: addio Sistri e LUL telematico, novità per le imprese

È il comunicato stampa pubblicato a margine del Consiglio dei Ministri del 12 dicembre 2018 a riassumere le novità previste dal testo del decreto semplificazioni, contenente misure a sostegno di cittadini, imprese e pubblica amministrazione.

Sono l’abolizione del LUL telematico, che sarebbe dovuto entrare in vigore dal 1° gennaio 2019, insieme alla cancellazione definitiva del Sistri, in vigore dal 2010 ma prorogato annualmente, le due principali novità per le imprese. Per quanto riguarda il Sistri, il sistema di tracciamento dei rifiuti speciali smantellato dal DL semplificazioni ma che è già costato alle imprese ben 141 milioni di euro, sarà il Ministero dell’Ambiente a gestire il nuovo sistema che dovrà esser messo in piedi nei prossimo anni.

Obiettivo principale del decreto è quello di fronteggiare il sovraccarico di adempimenti amministrativi e tributari a carico di cittadini, imprese e pubblica amministrazione, assicurando in particolare sostegno alle piccole e medie imprese.

Tra le principali misure, il testo ufficiale del decreto semplificazioni prevede:

  • il rinvio fino al 30 giugno 2019 della scadenza per la restituzione del “prestito-ponte” ad Alitalia - Società Aerea Italiana S.p.a. in amministrazione straordinaria, per consentire l’utile prosecuzione della gestione commissariale in essere nelle more della cessione dei complessi aziendali;
  • l’introduzione di una norma che consentirà, attraverso la creazione di un fondo di garanzia con una dotazione iniziale di 50 milioni di euro, la tutela delle piccole e medie imprese creditrici nei confronti della pubblica amministrazione;
  • la modifica di alcuni profili dell’esecuzione forzata, a tutela degli esecutati che siano contestualmente creditori della pubblica amministrazione, con possibilità di evitare la perdita dei propri beni pignorati qualora i crediti verso la PA siano superiori ai debiti fatti valere nella procedura esecutiva.
  • la soppressione dell’attuale “Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti” (SISTRI). Dal 1° gennaio 2019 resta la tracciabilità dei rifiuti con il sistema cartaceo, in attesa della realizzazione di un nuovo sistema di tracciabilità coerente con l’assetto normativo vigente, anche di derivazione comunitaria;
  • in materia di diritto alla salute, disposizioni temporanee e urgenti per far fronte alla carenza contingente di medici;
  • l’immissione a ruolo dei nuovi dirigenti della scuola: per accelerare l’assunzione di dirigenti si prevede il superamento delle criticità connesse alla vigente normativa e al corso-concorso;
  • misure per assicurare la capillare diffusione del sistema di pagamento elettronico, anche attraverso il credito telefonico, in tutta la pubblica amministrazione;
  • l’abrogazione dell’entrata in vigore del libro unico del lavoro telematico, che risultava prevista per il prossimo 1° gennaio;
  • la previsione di misure urgenti dirette ad assicurare l’attuazione degli obiettivi di cui all’Agenda Digitale Italiana;
  • l’introduzione, in ragione dell’attuale situazione di sovraffollamento delle carceri, di disposizioni urgenti per consentire la celere attuazione del piano di edilizia penitenziaria;
  • lo stanziamento dei fondi necessari all’adeguamento del trattamento economico accessorio del personale dipendente della p.a.;
  • disposizioni in materia di contratti pubblici volte ad assicurare la piena coerenza delle norme interne in tema di partecipazione alle gare con il contesto europeo, garantendo la piena tutela delle stazioni appaltanti in caso di gravi illeciti professionali o carenze nell’esecuzione di precedenti contratti.

Si ricorda che come tutti i decreti, il testo dovrà essere convertito in legge entro il termine di 60 giorni superando lo scoglio delle due Aule del Parlamento.

Decreto semplificazioni, c’è la norma Bramini: agevolazioni per le imprese creditrici verso la PA

È la norma Bramini una delle novità contenute nel testo del Decreto Semplificazioni 2018. Il nome della disposizione viene dall’imprenditore Sergio Bramini, passato agli onori della cronaca a causa del fallimento della sua attività nonostante i 4 milioni di credito vantati nei confronti della Pubblica Amministrazione.

La norma pensata per fronteggiare i ritardi cronici nei pagamenti dello Stato verso le imprese, prevede l’istituzione di un Fondo di Garanzia con dotazione pari a 50 milioni di euro pensato per le imprese in difficoltà, ma creditrici verso lo Stato, nel pagamento delle rate di finanziamenti già contratti con banche e intermediari finanziari.

Inoltre la legge Bramini prevede il divieto di pignoramento della casa, qualora l’impresa risulti titolare di crediti nei confronti della PA di importo pari o superiore ai debiti vantati dai creditori.

La novità, che non sarà retroattiva, sarà attuata mediante una modifica al Codice di procedura civile in materia di esecuzione forzata. Si attende a tal proposito la pubblicazione del testo del decreto semplificazioni in Gazzetta per la sua piena entrata in vigore. 


Anche quest’anno si intende assicurare, in vista della scadenza di fine anno, la rapida gestione delle richieste di iscrizione relative ad atti di costituzione, fusione e scissione.

Negli ultimi giorni sarà quindi garantita la tempestiva iscrizione di tali pratiche, se regolarmente presentate entro i termini sotto indicati.

Gli invii telematici (relativi a tali pratiche), regolarmente presentati e pervenuti entro giovedì 20 dicembre, saranno resi certificabili entro il 31 dello stesso mese.

Non può essere assicurata l’iscrizione di atti /domande pervenuti dopo tale scadenza.

 


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Il Ministero dello Sviluppo Economico, con Decreto direttoriale 3 dicembre 2018, ha disposto, a partire dal 4 dicembre 2018, la chiusura dello sportello per la presentazione delle domande di accesso ai contributi previsti dalla cosiddetta “Nuova Sabatini” (di cui all’articolo 2, comma 4, del decreto-legge n. 69/2013, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, e ss. mm.ii.).

Le domande delle imprese presentate a partire dalla predetta data di chiusura dello sportello sono considerate irricevibili.

In particolare la Nuova Sabatini riguarda le micro, piccole e medie imprese di tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca. Fanno eccezione soltanto le attività finanziarie e assicurative, e le attività connesse all’esportazione e agli interventi subordinati all’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti di importazione.

La misura, si ricorda, sostiene gli investimenti per acquistare o acquisire in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali.

Le risorse finanziarie disponibili hanno consentito di accogliere le richieste di prenotazione presentate dalle banche e dagli intermediari finanziari fino a quella pervenuta il 01 dicembre 2018 alle ore 00:34:28, che è stata accolta parzialmente nella misura del 31,16 % rispetto all’importo richiesto.

Se il Parlamento approverà con la Legge di Bilancio 2019 il rifinanziamento della Nuova Sabatini, lo sportello potrebbe essere riaperto, anche in tempi brevi, scrive il Ministero.

Intanto il decreto direttoriale del 3 dicembre chiarisce alcuni punti utili per chi ha fatto domanda di accesso alle agevolazioni della Nuova Sabatini nell’ultimo periodo o per chi aveva intenzione di farlo.

Qualora entro i sessanta giorni successivi alla data di chiusura dello sportello risultino disponibili altre risorse dalla riduzione dei finanziamenti deliberati dalle banche rispetto agli importi prenotati o anche da eventuali rinunce da parte delle imprese beneficiarie, le risorse potranno essere utilizzate esclusivamente per incrementare l’importo della prenotazione disposta in misura parziale e, successivamente, per soddisfare eventuali altre richieste in ordine di prenotazione, che altrimenti non sarebbero coperte.

Tutte le domande che restano fuori hanno priorità di prenotazione in caso di riapertura dello sportello.

Le richieste delle imprese presentate alle banche o intermediari prima della chiusura a dello sportello e non incluse in una richiesta di prenotazione delle risorse inviata dalle medesime banche o intermediari finanziari al Ministero dello Sviluppo Economico dovranno essere ripresentate in caso di riapertura. 


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NUOVO BANDO REGIONALE

 

POR FSE 2014-2020 REGIONE ABRUZZO

INTERVENTI n. 40 e 42 del PO FSE 2018-2020

AVVISO A - GARANZIA LAVORO “DE MINIMIS”

                     AVVISO B – GARANZIA LAVORO “AIUTI IN ESENZIONE” 

                              APERTURA ORE 9:00 DEL 10 DICEMBRE 2018

SCADENZA ORE 20:00 DEL 1 APRILE 2019

 

L’obiettivo dei presenti interventi è aumentare il tasso di occupazione in Abruzzo e favorire l’occupazione stabile a tempo indeterminato attraverso lo strumento dell’incentivazione economica.

 

COSA FINANZIANO

 

AVVISO A

AVVISO B

ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO

ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO

TRASFORMAZIONE DA TEMPO DETERMINATO A TEMPO INDETERMINATO

 

POLIZZA FIDEIUSSORIA

 

 

INCENTIVI ECONOMICI PER ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO FULL TIME o PART TIME >= 75%

TIPOLOGIA LAVORATORE

DONNE

UOMINI OVER 50

UOMINI 18-49 ANNI

TIPO INCENTIVO

€ 10.000,00

€ 10.000,00

€ 8.000,00

 

Sono finanziabili esclusivamente le assunzioni con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, compreso il contratto di apprendistato, anche a tempo parziale, purché di durata non inferiore al 75% dell’orario normale di lavoro stabilito dal CCNL applicabile.

L’assunzione a tempo indeterminato deve essere garantita per almeno 24 mesi.

 

E’ ammessa a contributo, per quanto concerne l’intervento promosso con l’AVVISO A, anche la spesa sostenuta per la stipula di POLIZZA FIDEIUSSORIA, qualora l’impresa opti per la richiesta di anticipazione del contributo.

Tale spesa fino ad un massimo di € 400,00 per ciascun lavoratore assunto è riconosciuta a costi reali.

 

CHI SONO I DESTINATARI

1. Gli interventi previsti dai due avvisi sono rivolti a persone disoccupate, aventi le seguenti caratteristiche:

AVVISO A

AVVISO B

a) aver compiuto il 18° anno di età;

a) aver compiuto il 18° anno di età;

b) avere residenza in uno dei Comuni della regione Abruzzo;

b) avere residenza in uno dei Comuni della regione Abruzzo;

c) essere in stato di disoccupazione ai sensi dell’art. 19 del Decreto Legislativo n. 150 del 14 settembre 2015, risultante da iscrizione presso uno dei Centri per l’Impiego della Regione Abruzzo, da rilascio della Dichiarazione di Immediata Disponibilità e da sottoscrizione del Patto di Servizio presso il CPI di competenza;

c) essere in stato di disoccupazione ai sensi dell’art. 19 del Decreto Legislativo n. 150 del 14 settembre 2015, risultante da iscrizione presso uno dei Centri per l’Impiego della Regione Abruzzo, da rilascio della Dichiarazione di Immediata Disponibilità e da sottoscrizione del Patto di Servizio presso il CPI di competenza;

d) se stranieri, essere in possesso di regolare permesso di soggiorno in corso di validità e che consente l’esercizio di un’attività lavorativa.

d) se stranieri, essere in possesso di regolare permesso di soggiorno in corso di validità e che consente l’esercizio di un’attività lavorativa.

e) Nel caso di trasformazione da tempo determinato a tempo indeterminato non è richiesto lo status di disoccupazione di cui alla lettera c) comma 1, ma l’esistenza di un contratto di lavoro di tipo subordinato a tempo determinato, anche di tipo part-time, stipulato con lo stesso datore di lavoro/impresa che presenterà l’istanza per la trasformazione a tempo indeterminato.

e) I destinatari della presente misura di età compresa tra 25 e 49 anni devono avere un’anzianità di disoccupazione di almeno 6 mesi.

In tutti gli altri casi non è richiesta anzianità di disoccupazione, ma è sufficiente anche un solo giorno di disoccupazione.

 

f) Tali destinatari sono definiti lavoratori svantaggiati ai sensi dell’art. 2 comma 4 lett. a), b), d) del Reg. (UE) n. 651/2014.

 

CHI SONO I BENEFICIARI

Possono presentare domanda tutti i datori di lavoro/imprese del settore privato (imprese, studi professionali, associazioni, fondazioni, altre forme di azienda) in possesso, alla data di presentazione della candidatura, di partita iva e con sede operativa oggetto delle assunzioni/trasformazioni nell’ambito dei confini geografici della regione Abruzzo al momento della prima erogazione del contributo. Le imprese devono essere in regola con la normativa in materia di aiuti di stato, con il versamento degli obblighi contributivi ed assicurativi, con la normativa in materia di sicurezza sul lavoro e quanto meglio specificato all’art. 5 dell’Avviso.

PRESENTA LA TUA DOMANDA CON UPA!!!

Per la verifica dei requisiti e la predisposizione della pratica puoi contattaci per telefono in orario di ufficio ai numeri 0871331442 – 3804930957 oppure all’indirizzo e-mail segiartchieti@gmail.com 


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Il 3 dicembre sarà attivo lo sportello per la presentazione delle domande inerenti all'avviso SOSTEGNO ALLE IMPRESE sia per la misura A : MICRO.NEWCO e sia per la misura B: CRESCITA PIU'. Scadenza il 18 dicembre 2018.

I nostri uffici sono a disposizione per info, compilazione e presentazione delle domande. 

Contattateci al più presto ai numeri su indicati. 


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La Regione Abruzzo mette a disposizione un plafond complessivo di 11 milioni 970mila euro, a valere sulle risorse del Fondo Sociale Europeo, per nuove assunzioni di lavoratori a tempo indeterminato o per la trasformazione in contratti stabili di assunzioni a termine.

I contenuti di Garanzia Lavoro, che si articola in due distinti avvisi, sono stati illustrati questa mattina a Pescara dal presidente vicario della Regione, Giovanni Lolli, e dal direttore del Dipartimento sviluppo economico, Piergiorgio Tittarelli.

Il primo avviso riguarda il regime “de minimis” e ha una dotazione di 6 milioni 970mila euro, dei quali 2 milioni e 470mila euro riservati alle imprese che hanno sede operativa nell’area di crisi complessa Vibrata-Tronto Piceno. E’ previsto un contributo di 8mila euro per ogni assunzione di uomini di età compresa tra 18 e 49 anni, che sale a 10mila euro per le donne e gli over 50.

Il secondo avviso, invece, è per il regime “in esenzione”: la dotazione è di 5 milioni, dei quali 2 milioni e 30mila per le aziende dell’area di crisi complessa. I contributi sono gli stessi del de minimis.

Le istanze di finanziamento potranno essere presentate sulla piattaforma telematica della Regione Abruzzo a partire dal prossimo 10 dicembre e fino al primo aprile 2019. Sono previste procedure semplificate per la concessione dei fondi e anche la possibilità, previa sottoscrizione di polizza fideiussoria, dell’anticipazione del contributo. 


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Saranno pubblicati martedì 13 novembre i due nuovi Avvisi sul microcredito, che prevedono una dotazione finanziaria complessiva di 15 milioni di euro.

Le misure sono state presentate questa mattina a Pescara dal presidente vicario della Giunta regionale, Giovanni Lolli, dal presidente di Abruzzo Sviluppo, Manuel De Monte e dal direttore del Dipartimento Sviluppo economico della Regione, Piergiorgio Tittarelli.

Le somme rappresentano l’ammontare di quanto già restituito dai beneficiari della precedente operazione di microcredito gestita da Abruzzo Sviluppo, che ha visto assegnare risorse per 47 milioni di euro a 3.360 aziende.

Il primo avviso, MICRO.CRESCITA PIU’, che ha una dotazione di 6 milioni di euro, è rivolto a microimprese (cooperative, società di persone e ditte individuali costituite e già attive), lavoratori autonomi e liberi professionisti, che abbiano già usufruito delle misure del microcredito e siano in regola con gli adempimenti previsti dalle stesse. Lo scopo è rafforzare la posizione sul mercato di riferimento di soggetti che hanno difficoltà di accesso al credito bancario ordinario. E’ previsto un finanziamento agevolato tra 20 e 50mila euro, da restituire in 68 mesi al tasso dell’1 per cento. Una quota pari al 25 per cento può essere concessa a fondo perduto, a patto che sia riservata all’assunzione o stabilizzazione di una unità di personale. Le spese ammissibili riguardano le spese di funzionamento e gestione, le consulenza specialistiche, gli investimenti, le opere murarie per adeguamento e messa e norma, il costo del personale imputato al progetto.

Il secondo avvisoSOSTEGNO ALLE IMPRESE, invece, prevede due distinte linee di azione, per ognuna delle quali è stanziato un plafond di 4 milioni e mezzo di euro. Per le imprese non ancora costituite, i finanziamenti coprono il 100 per cento delle spese di progetto e vanno da un minimo di 5mila euro per le persone fisiche a un massimo di 25mila euro per le persone giuridiche. Per quelle già operanti, invece, il massimale sale a 30mila euro e le somme possono essere impiegate non solo per gli investimenti, ma anche per contrastare la scarsa liquidità e ripristinare l’equilibrio finanziario.

La Regione, attraverso Abruzzo Sviluppo, Soggetto Gestore delle misure, ha stabilito procedure molto rapide per l’erogazione delle somme, che saranno disponibili entro 60 giorni dalla sottoscrizione dell’atto di concessione con il beneficiario, che potrà quindi procedere alle spese avendo già materialmente accreditato il finanziamento.

“Si tratta – ha sottolineato Lolli – di avvisi molto attesi, perché danno una risposta concreta alla richiesta di lavoro. Quanto già avvenuto con il primo avviso, dimostra l’efficacia di queste misure, che hanno permesso a migliaia di persone di costruirsi un’opportunità occupazionale, pur non potendo contare su sufficienti garanzie per accedere al credito ordinario. Va sottolineato che, pur trattandosi di prestiti concessi senza la presenza di garanzie, la percentuale di insolvenza dei beneficiari è molto bassa, a testimonianza che il microcredito è la forma più adatta per sostenere un tessuto economico come quello abruzzese, dove il 90 per cento delle attività è rappresentato da piccole e micro imprese”.

“Abruzzo Sviluppo – ha commentato il presidente Manuel De Monte – ha predisposto queste misure dopo un attento confronto con le imprese abruzzesi beneficiarie di precedenti misure gestiste dalla nostra struttura: siamo andati in loco ad intervistarle, a recepirne le istanze e i bisogni. Quindi questi due avvisi sono frutto di concertazione con i reali portatori di interesse dei finanziamenti: le micro imprese, gli artigiani, i professionisti abruzzesi”.

Abruzzo Sviluppo sta programmando un calendario di incontri sul territorio per illustrare i dettagli tecnici dei bandi: nei prossimi giorni, assieme agli Avvisi e alla modulistica, sarà pubblicata anche l’agenda degli eventi.

Un primo appuntamento è già stato fissato, ed è in programma il 26 novembre, alle ore 9.30, presso l’Auditorium “L. Petruzzi” di Pescara, alla presenza di un membro del Parlamento Europeo (maggiori dettagli saranno forniti in seguito). 


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Scattano i cinque mesi di adeguamento alle aspettative di vita per la pensione precoci 2019, dal primo gennaio ci vorranno 41 anni e cinque mesi: requisiti e regole.

Il 2019 sarà un anno di notevoli cambiamento sul fronte previdenziale, con l’introduzione della quota 100, l’abolizione (molto probabile) dell’APE, la proroga dell’Opzione Donna: fra le poche categorie di lavoratori che invece potranno contare sulla medesima legge già in vigore, ci sono coloro che hanno versato almeno un anno di contributi entro i 19 anni.

La norma sulla pensione precoci non subisce variazioni, essendo strutturale, anche se in realtà un cambiamento in vista c’è, perché come per tutti gli assegni previdenziali scatteranno dal prossimo primo gennaio cinque mesi in più di adeguamento alle aspettative di vita. Il riferimento normativo sono i commi 199 e seguenti della legge 232/2016 (la manovra 2017), che ha introdotto questa forma di flessibilità in uscita per i lavoratori precoci.

Questi lavoratori possono ritirarsi con 41 anni di contributi, che dal 2019 diventeranno 41 anni e cinque mesi. Come detto, per rientrare nella platea degli aventi diritto ci vogliono almeno 12 mesi di contributi versati entro il compimenti del 19esimo anno di età. Bisogna anche appartenere a una delle seguenti categorie:

· stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale del rapporto di lavoro (nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7 della legge 604/1966): è necessario aver percepito gli ammortizzatori sociali e aver concluso integralmente la prestazione da almeno tre mesi;

· caregiver: sono lavoratori che assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 104/1992. Il congiunto che viene assistito può essere anche un parente o un affine di secondo grado convivente solo nel caso in cui i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano già compiuto i 70 anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti;

· riduzione della capacità lavorativa pari almeno al 74%, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile:

·   dipendenti addetti a mansioni gravose o usuranti: sono 15 professioni indicate all’allegato E annesso alla legge, oppure i lavori usuranti e notturni previsti dall’articolo 1, commi 1, 2 e 3, del dlgs 67/2011. Al momento del pensionamento, queste mansioni devono essere svolte da almeno sette anni negli ultimi dieci oppure da almeno sei anni negli ultimi sette. Ecco, in tabella, quali sono le mansioni gravose e i lavori usuranti e notturni.  

 Mansioni gravose Lavori Usuranti Lavori Notturni
 addetti concia pelli e pellicce lavori in galleria, cava o miniera turni con almeno sei ore notturne per un numero minimo di 64 notti all'anno
 addetti servizi di pulizia lavori in cassoni ad aria compressa turni con almeno tre ore tra la mezzanotte e le 5 del mattino, per l'intero anno lavorativo
 spostamento merci e/o facchini palombari 
 conducenti camion o mezzi pesanti lavori ad alte temperature 
 conducenti treni e personale viaggiante lavorazione del vetro cavo 
 guidatori gru o macchinari per la perforazione nelle costruzioni lavori espletati in spazi stretti 
 infermieri e ostretriche che operano su turni lavori di asportazione dell'amianto 
 maestre/i di nido e scuola infanzia addetti alla catena di montaggio 
 operai edili o manutentori di edifici conducenti di autoveicoli adibiti a trasporto pubblico collettivo con almeno 9 posti 
 operatori ecologici  
 cura di persone non autosufficienti  
 lavoratori marittimi  
 pescatori  
 operai agricoli  
 lavoratori siderurgici  

 La pensione precoci non è cumulabile con altri redditi da lavoro, subordinato o autonomo, fino a quando non raggiungono i contributi per la pensione anticipata piena. Esempio: il requisito 2019 per la pensione anticipata è pari a 43 anni e tre mesi per gli uomini e 42 anni e tre mesi per le donne. Un lavoratore precoce si ritira con 41 anni e cinque mesi di contributi. Non può effettuare altre attività lavorative per un anno e otto mesi se è un uomo e per otto mesi se è una donna.

La domanda per l’accesso alla pensione precoci si invia entro il primo marzo di ogni anno, all’INPS, in modalità telematica. Il trattamento decorre dal primo mese successivo alla presentazione della domanda.



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Il decreto fiscale collegato alla manovra contiene novità e semplificazioni sulla fattura elettronica obbligatoria dal 2019: come funzionano le agevolazioni in ambito sanzioni.

Niente proroghe: la fattura elettronica fra privati sarà obbligatoria da gennaio 2019, ma il decreto fiscale collegato alla legge di bilancio ha previsto un periodo cuscinetto di sei mesi senza sanzioni. I comportamenti non sottoposti a multa dipendono dall’entità del ritardo (previste anche sanzioni ridotte). L’obiettivo dichiarato è di «ridurre gli effetti negativi dei possibili ritardi nell’adeguamento dei sistemi informatici».

Da gennaio 2019

Le novità sono contenute nell’articolo 10 del dl 119/2018: se il contribuente invia la fattura elettronica in ritardo, ma entro il termine di presentazione della liquidazione periodica IVA (mensile o trimestrale), non viene sanzionato. Se invece il ritardo supera il termine della liquidazione IVA del periodo successivo, si paga la sanzione ridotta dell’80% (quindi si paga solo il 20%).

Le sanzioni per il ritardo dell’emissione della fattura, lo ricordiamo, sono quelle previste dall’articolo 6, comma 1, del Dlgs 471/1997, che possono andare dal 90% al 180% dell’imposta relativa. Se però la violazione non incide sulla corretta liquidazione del tributo, la sanzione è compresa fra un minimo di 250 e un massimo di 2mila euro.

Da luglio 2019

Il decreto fiscale contiene poi una misura strutturale di semplificazione, in vigore dal prossimo primo luglio 2019, che permetterà di emettere fattura entro dieci giorni dall’effettuazione dell’operazione.  Attenzione: per emissione si intende la procedura di invio al Sistema di Interscambio, sul quale transitano tutte le fatture elettroniche. Questo, in virtù del fatto che il ritardo in questione non produce effetti sull’esigibilità e liquidazione dell’imposta. Saranno previste specifiche regole: in fattura bisogna indicare che l’emissione avviene in data diversa dall’effettuazione dell’operazione (a meno che, pur differito, l’invio non avvenga nell’arco della stessa giornata).

Il decreto fiscale, lo ricordiamo, contiene ulteriori misure di semplificazione sulla fattura elettronica, relative all’annotazione delle fatture, alla registrazione degli acquisti e alla detrazione IVA.  


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Condono vecchie mini-cartelle, rottamazione e nuova adesione agevolata, ravvedimento con dichiarazione integrativa fino a 100mila euro pagando il 20%, sanatoria liti pendenti: tutte le misure di pace fiscale approvate.

La misura chiave del decreto collegato alla manovra di bilancio è la pace fiscale, modulata attraverso una serie di strumenti che vanno dallo stralcio (condono) delle vecchie cartelle (fino al 2010) sotto i mille euro alla rottamazione con rate quinquennali, passando per una sorta di voluntary disclosure sui redditi omessi, tramite una dichiarazione integrativa che dà diritto a un forte sconto sul dovuto.

Condono

In primis, tra le misure di pace fiscale c’è il cosiddetto stralcio delle cartelle esattoriali fino a mille euro, affidate all’agente della riscossione tra il 2000 ed il 2010. Stralcio significa che vengono cancellate d’ufficio, il contribuente non dovrà pagare nulla. Il premier, Giuseppe Conte, ha spiegato che questa norma è stata messa a punto su richiesta dei tecnici, sulla base della considerazione che gestire queste posizioni costa più del gettito che producono.

Rottamazione ter

La rottamazione ter è rivolta a coloro che avevano fatto domanda di rottamazione bis e hanno poi versato almeno una rata. Questi contribuenti possono diluire il debiti con il Fisco in modo molto più vantaggioso, con dieci rate di pari importo spalmate su cinque anni. Dunque, una rateazione più favorevole rispetto a quella attuale, che prevede cinque o tre rate rispettivamente per i debiti 2017 e per quelli precedenti.

L’operazione prevede una ridefinizione del debito che continua a non prevedere sanzioni o interessi di mora, e comporta solo il pagamento di un interesse pari al 2% annuo.

Prevista anche la possibilità di trattare i debiti fiscali in compensazione con i creditivantati nei confronti della Pubblica amministrazione. In altri termini, se un contribuente che aderisce alla rottamazione ter è anche un creditore della PA, può effettuare la compensazione. Con ogni probabilità, (non c’è per ora il testo definitivo del decreto) i crediti dovranno essere certificati sull’apposita piattaforma del Mef.

Definizione agevolata

C’è poi una nuova definizione agevolata, che quindi riguarda contribuenti che non avevano aderito ai precedenti provvedimenti di rottamazione. Qui il Governo non ha fornito molti dettagli, per cui ci sono una serie di punti ancora da chiarire. Sicuramente questa nuova sanatoria riguarderà le pendenze con il Fisco (quindi le tasse). Come la rottamazione ter, prevede il pagamento integrale della somma dovuta, senza però interessi e sanzioni, e le rate su cinque anni. Non ci sono invece indicazioni sull’eventuale estensione alle multe stradali e alle tasse comunali. La definizione agevolata è prevista anche per l’IVA, e consentirà anche di sanare gli atti del procedimento di accertamento e dei verbali di contestazione. Infine, riguarda i carichi affidati all’agente della riscossione a titolo di risorse proprie dell’Unione europea.

Dichiarazione integrativa

All’interno di questa definizione agevolata c’è anche una sorta di ravvedimento operoso sulle dichiarazioni dei redditi, che consente di presentare una dichiarazione integrativa applicando un’aliquota del 20%. Ci sono però dei paletti. Intanto, trattandosi appunto di una dichiarazione integrativa, si tratta di una formula che riguarda solo chi ha presentato la dichiarazione dei redditi. In secondo luogo, consente di sanare solo somme che sono superiori al massimo del 30% rispetto a quanto dichiarato. E in ogni caso, c’è un tetto massimo a 100mila euro (sopra questa cifra, niente dichiarazione integrativa). Non è chiaro quali sono gli anni fiscali a cui si può applicare questa ipotesi (pare alle dichiarazioni 2017 e 2018).

Sanatoria liti

Ci dovrebbe infine essere una nuova sanatoria delle liti pendenti, che consente a chi ha vinto in primo grado di pagare il 50% del dovuto, mentre chi ha avuto ragione anche in appello pagherà solo il 20% della somma.  


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