Il neo ministro di Sviluppo Economico e del Lavoro annuncia importanti riforme in vista: Quota 100 per superare la Riforma Pensioni Fornero, Jobs Act da rivedere e addio allo Spesometro, agli Studi di Settore e ai Centri per l'Impiego.

Il Governo del cambiamento, come si è definito il nuovo Esecutivo guidato da Giuseppe Conte, promette di superare le recenti riforme, e i loro problemi, apportando importanti modifiche alle attuali norme in tema di pensioni, fiscalità e contratti di lavoro con un decreto ad hoc da varare a ridosso dell’estate, senza attendere la prossima Legge di Bilancio.

Pensioni

In tema di pensioni, Luigi Di Maio, dal 1° giugno Ministro dello Sviluppo Economico e Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali del Governo, promette di attuare la cosiddetta “Quota 100” per superare la Riforma Fornero. Per Quota 100 si intende la possibilità di uscire dal lavoro quando la somma degli anni di contributi versati e l’età anagrafica dà un risultato pari a 100 ma, per superare il nodo risorse e rendere meno pesante il costo per lo Stato, sono previsti però alcuni importanti paletti:

·      età anagrafica minima pensionabile pari a 64 anni (rispetto ai 66 anni e 7 mesi di oggi per la                         pensione  di vecchiaia);

·      minimo 35 anni di contributi;

·      massimo due anni di contribuzione figurativa utile al raggiungimento della quota 100, a parte                   quelli derivanti da maternità e puerperio.

Per quanto riguarda la possibilità di andare in pensione con 41 anni di contributi, i paletti imposti sarebbero di un’età anagrafica minima di 62 anni, sempre con massimo 2 anni di contribuzione figurativa.

In questo modo, il costo dell’operazione scenderebbe dai 15 miliardi di euro stimati dall’INPS a 5 miliardi. Senza considerare che il tutto verrebbe accompagnato dall’abolizione dell’APe social e il taglio delle pensioni d’oro.

Lega e M5S si dimostrano inoltre propensi a prorogare l’Opzione Donna, una misura che sembra trovare il favore delle lavoratrici, senza pesare troppo sul bilancio dello Stato.

Lavoro

Tutto da rivedere il Jobs Act, secondo Di Maio: c’è troppa precarietà che deve essere assolutamente ridotta se si vuole dare più forza all’economia italiana. Prevista poi una profonda revisione dell’attuale sistema di politiche attive con il probabile rafforzamento dei Centri per l’Impiego e una possibile “rivisitazione” della nuova Agenzia, Anpal. Con uno stanziamento di 2,1 miliardi di euro, si punta ad investire nella formazione del personale per aumentare i servizi di politica e migliorare la qualità delle prestazioni da erogare ai disoccupati.

Tra le ipotesi allo studio, quella di reintrodurre la causale, ovvero le ragioni giustificatrici del ricorso, da parte del datore, a un contratto a tempo determinato.

Si ragiona inoltre su uno strumento per rendere strutturale e più forte l’incentivo all’occupazione stabile dei giovani sotto i 30-35 anni di età.

Fiscalità

Obiettivi nel medio-lungo periodo inoltre, assicura Di Maio, l’addio definitivo allo Spesometro, al Redditometro, agli Studi di Settore, come in realtà già previsto dalle misure emanate dai precedenti governi. 


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Il Ministero del Lavoro, con notizia sul proprio sito, ha annunciato che dal 28 maggio 2018 l'assegno di ricollocazione può essere richiesto anche rivolgendosi agli istituti di Patronato convenzionati con l'Anpal.
 
Il Ministero ricorda che per avere informazioni sulle modalità di funzionamento dell'assegno di ricollocazione è a disposizione il Contact Center Anpal al numero 800 000 039.  


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C'è tempo fino al 30 giugno per presentare la domanda per i voucher del Progetto Abruzzo, una iniziativa del sistema camerale abruzzese per la valorizzazione dei territori, tipicità, eccellenze e borghi.

Il progetto è dedicato alla valorizzazione dell’immagine turistica della regione Abruzzo ed alla promozione del Territorio e delle sue eccellenze in una logica trasversale che interessi tutte le attività e categorie economico-produttive.

Si attua attraverso l’erogazione di voucher alle micro, piccole e medie imprese del settore del turismo della provincia di Pescara per interventi in tema di digitalizzazione ed in particolare per interventi riconducibili a percorsi formativi e/o servizi di consulenza focalizzati sulle nuove competenze e tecnologie digitali, in attuazione della strategia industria 4.0, nonché di adozione di sistemi (software) finalizzati a garantire una migliore presenza in internet delle imprese turistiche ed a migliorare gli strumenti di comunicazione delle imprese.

https://trasparenza.pe.camcom.gov.it/archivio11_bandi-di-gara_0_335942_876_1.html



Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e dei Ministri competenti, ha approvato l'8 maggio 2018, in esame definitivo, un decreto che attua la direttiva sulla protezione del know how riservato e delle informazioni commerciali riservate, prevedendo misure sanzionatorie penali e amministrative efficaci, proporzionate e dissuasive in caso di acquisizione, utilizzo o divulgazione di tali informazioni.

In particolare, il decreto amplia il divieto, già esistente, di acquisire, rivelare o utilizzare, in modo abusivo, informazioni ed esperienze aziendali, salvo il caso in cui esse siano state conseguite in modo indipendente, stabilendo che l'utilizzo o la divulgazione di un segreto commerciale si considerano illeciti anche qualora un soggetto fosse a conoscenza (o, secondo le circostanze, avrebbe dovuto essere a conoscenza) del fatto che il segreto commerciale era stato ottenuto direttamente o indirettamente da un terzo che illecitamente lo utilizzava.

Inoltre, si stabilisce che la produzione, l'offerta o la commercializzazione di merci costituenti violazione oppure l'importazione, l'esportazione o lo stoccaggio di merci costituenti violazione a tali fini si considerano un utilizzo illecito di un segreto commerciale anche quando il soggetto che svolgeva tali attività era a conoscenza(o, secondo le circostanze, avrebbe dovuto essere a conoscenza) del fatto che il segreto commerciale era stato utilizzato illecitamente.

Infine, riguardo alle sanzioni, il testo prevede la pena della reclusione fino a due anni per chiunque, avendo acquisito in modo abusivo segreti commerciali, li rivela o li impiega a proprio o altrui profitto. 


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Con Direttiva del 27 aprile 2015 il Ministero dello Sviluppo Economico, d’intesa con il Ministero della Giustizia, ha confermato l’obbligo per ogni impresa di munirsi di una casella di posta elettronica certificata, di iscrivere il relativo indirizzo PEC nel Registro Imprese e di mantenerlo attivo.
In applicazione della Direttiva indicata, l’Ufficio del Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Chieti, con determinazione dirigenziale n. 60 del 09/04/2018 ha disposto l'avvio del procedimento di cancellazione d'ufficio degli indirizzi PEC risultanti revocati e invalidi.

Il giorno 08.05.2018 è stato pubblicato sull'Albo camerale l'elenco delle imprese il cui indirizzo di Posta Elettronica Certificata, iscritto nel Registro delle Imprese, risulta revocato/ scaduto/invalido.
Le imprese coinvolte avranno 30 giorni per comunicare al Registro delle Imprese un nuovo indirizzo PEC attivo. Decorsi i termini e effettuati gli opportuni controlli, l'ufficio trasmetterà al Giudice del Registro l'elenco delle imprese per le quali è possibile disporre la cancellazione della PEC.



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La Regione Abruzzo vuole sostenere l’avvio di nuove imprese da parte di soggetti disoccupati dopo una prima fase di orientamento, di potenziamento delle attitudini e di formazione.

Secondo criteri di premialità oggettivi e soggettivi saranno finanziati, fino ad esaurimento delle risorse disponibili, i più validi progetti d’impresa, a sostegno dei quali saranno forniti servizi di assistenza e tutoraggio per il primo anno di attività.

COSA FINANZIA

L’Avviso finanzia un paniere di servizi integrati che si articolano in tre distinte fasi:

FASE A –  servizi ante creazione di impresa, comprendenti:

  • Servizi per il sostegno all’autoimprenditorialità
  • Assistenza personalizzata per lo sviluppo della idea imprenditoriale (definizione di dettaglio della idea imprenditoriale, acquisizione conoscenze/competenze, studi di fattibilità e ricerche di mercato, azioni di marketing territoriale e piani di comunicazione, etc…);
  • Assistenza personalizzata per la stesura del business plan, con affiancamento specifico in relazione alla tipologia di attività da avviare

FASE B – candidatura, valutazione e concessione di aiuti in regime “de minimis” per la creazione d’impresa, finalizzati all’acquisizione di beni di investimento e alla copertura delle spese gestionali per il primo anno di attività.

FASE C – servizi post creazione di impresa, rivolti alle nuove imprese ammesse a finanziamento, consistenti in:

  • consulenza legale, strategica, organizzativa, del lavoro e di marketing per la gestione della nuova impresa nel primo anno di attività (tutoraggio), finalizzati a sostenere l’avvio e ad evitare le difficoltà di sopravvivenza che la stessa potrebbe incontrare nella fase iniziale

CHI SONO I DESTINATARI

L’Intervento è rivolto a persone con le seguenti caratteristiche:

a. aver compiuto il 30° anno di età;

b. avere residenza in uno dei Comuni della Regione Abruzzo;

c. essere in stato di disoccupazione;

d. non essere destinatari di sentenze di condanna passate in giudicato o di decreti penali di condanna divenuti irrevocabili

e. non avere a proprio carico procedimenti per reati gravi in danno dello Stato o della Comunità europea

f. se cittadino non comunitario, essere in possesso di regolare permesso di soggiorno che consente attività lavorativa.

Tali requisiti, pena l’inammissibilità, devono essere posseduti al momento della presentazione della domanda di adesione.

La presentazione della domanda di adesione (FASE A) deve essere effettuata a mezzo pec all’ indirizzo creazioneimpresa@pec.abruzzosviluppo.it di Abruzzo Sviluppo.

La domanda di adesione deve essere inviata a mezzo pec a partire dalle ore 12:00 del giorno 25 maggio 2018 fino alle ore 12:00 del giorno 5 giugno 2018.

Le spese ammissibili, in relazione a determinate soglie minime e massime fissate dalla Regione in base al settore di appartenenza sono di diverso tipo:

- spese di costituzione,

- investimenti in beni strumentali nuovi di fabbrica,

- licenze marchi, brevetti e software,

- spese di gestione ed altro.

Per ogni ulteriore informazione, non esitate a contattarci.



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Nuove risorse non solo per i voucher internazionalizzazione, ma anche per quelli a favore della digitalizzazione delle PMI: il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda ha, infatti, disposto con decreto l’integrazione della dotazione finanziaria dei Voucher per la digitalizzazione delle PMI per 242,5 milioni di euro.

Le risorse complessivamente disponibili per la concessione del contributo salgono, così, a 342,5 milioni di euro.

La decisione è stata presa, a fronte di oltre 90.000 domande presentate, per evitare che il riparto delle risorse stanziate all’origine  (100 milioni di euro per l’intero territorio nazionale) sia sensibilmente inferiore a quello richiesto dalla singola impresa.

Nei prossimi giorni verrà comunicato l’importo del Voucher concedibile a ciascuna impresa per la realizzazione dei progetti di digitalizzazione e di ammodernamento tecnologico proposti.  


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La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con sentenza 6 aprile 2018, n. 8564, ha deciso che, in tema di apprendistato, la decadenza del datore di lavoro dalle agevolazioni contributive si realizza, per l’intera durata del contratto, laddove l’inadempimento all’obbligo della formazione esterna abbia un’obiettiva rilevanza, concretizzandosi nella totale mancanza di formazione, teorica e pratica, ovvero in un’attività formativa carente o inadeguata rispetto agli obiettivi indicati nel progetto di formazione.  


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Ancora pochi giorni per partecipare al Bando per l’insediamento di giovani in agricoltura.

Il bando Ismea, giunto alla sua terza edizione, scade infatti l’11 maggio prossimo. La misura ha il duplice obiettivo di favorire da un lato l’accesso alla terra dei giovani imprenditori, dall’altro di alleggerire una situazione occupazionale che continua a preoccupare su base nazionale.

Per il 2018 la cifra a disposizione ammonta a 70 milioni di euro, suddivisi in 2 lotti:

§  35 per il Centro Nord,

§  35 per il Sud e le isole.

Il bando è rivolto a giovani di età compresa tra i 18 e i 41 anni che vogliano investire in agricoltura per la prima volta, che potranno usufruire di mutui a tasso agevolato per comprare un’azienda agricola.

La domanda, da presentare tramite sportello telematico Ismea entro l’11 maggio 2018, dovrà contenere un Piano di Sviluppo razionale, che dimostri la sostenibilità economica, finanziaria e ambientale del progetto.

Chi beneficerà del fondo dovrà avviare il piano entro 9 mesi dalla proclamazione e portarlo a termine entro 5 anni dalla data dello stanziamento, pena la decadenza del contributo.

E la candidatura è soggetto al possesso di requisiti specifici che precisano l’identikit del futuro imprenditore agricolo, che dovrà dimostrare di aver maturato adeguate competenze professionali: una laurea in indirizzo agrario, un titolo di scuola media superiore in campo agrario, un corso di formazione professionale o un’esperienza lavorativa di almeno 2 anni come lavoratore agricolo (con una deroga che ammette al bando anche chi, sprovvisto di tali qualifiche, si impegni a maturarle entro 36 mesi dal finanziamento).

Negli ultimi due anni sono stati più di 150 i giovani che hanno abbracciato l’imprenditoria agricola grazie all’aiuto finanziario stanziato da Ismea, circa 116 milioni di euro che hanno interessato un totale di 6mila ettari e contribuito alla creazione di 450 posti di lavoro.  


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Dello stanziamento complessivo di oltre un miliardo e 273mila euro, restano risorse per poco più di 282 milioni di euro (dati di aprile 2018) a valere sulla Nuova Sabatini, la misura che mette a disposizione delle PMI (di tutti i settori, ad eccezione delle attività finanziarie e assicurative) un contributo, erogato dal Ministero dello Sviluppo Economico, per l’abbattimento degli interessi su finanziamenti (bancari o in leasing), concessi da banche/società di leasing aderenti alla misura, per l’acquisto di attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali.

Il meccanismo incentivante resterà operativo fino ad esaurimento risorse.

Cos’è

  • La misura Beni strumentali (“Nuova Sabatini”) è l’agevolazione messa a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico con l’obiettivo di facilitare l’accesso al credito delle imprese e accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese
  • La misura sostiene gli investimenti per acquistare o acquisire in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali

A chi si rivolge

  • Possono beneficiare dell’agevolazione le micro, piccole e medie imprese (PMI) che alla data di presentazione della domanda:
  • sono regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese o nel Registro delle imprese di pesca
  • sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali
  • non rientrano tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione Europea
  • non si trovano in condizioni tali da risultare imprese in difficoltà
  • hanno sede in uno Stato Membro purché provvedano all’apertura di una sede operativa in Italia entro il termine previsto per l’ultimazione dell’investimento

Settori ammessi

  • Sono ammessi tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca, ad eccezione dei seguenti:
  • attività finanziarie e assicurative
  • attività connesse all’esportazione e per gli interventi subordinati all’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti di importazione

Cosa finanzia

  • I beni devono essere nuovi e riferiti alle immobilizzazioni materiali per “impianti e macchinari”, “attrezzature industriali e commerciali” e “altri beni” ovvero spese classificabili nell’attivo dello stato patrimoniale alle voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4 dell’articolo 2424 del codice civile, come declamati nel principio contabile n.16 dell’OIC (Organismo italiano di contabilità), nonché a software e tecnologie digitali.  Non sono in ogni caso ammissibili le spese relative a terreni e fabbricati, relative a beni usati o rigenerati, nonché riferibili a “immobilizzazioni in corso e acconti”
  • Gli investimenti devono soddisfare i seguenti requisiti:
  • autonomia funzionale dei beni, non essendo ammesso il finanziamento di componenti o parti di macchinari che non soddisfano tale requisito
  • correlazione dei beni oggetto dell’agevolazione all’attività produttiva svolta dall’impresa

Le agevolazioni

  • Consistono nella concessione da parte di banche e intermediari finanziari, aderenti all’Addendum alla convenzione tra il Ministero dello sviluppo economico, l’Associazione Bancaria Italiana e Cassa depositi e prestiti S.p.A., di finanziamenti alle micro, piccole e medie imprese per sostenere gli investimenti previsti dalla misura, nonché di un contributo da parte del Ministero dello sviluppo economico rapportato agli interessi sui predetti finanziamenti
  • L’investimento può essere interamente coperto dal finanziamento bancario (o leasing)
  • Il finanziamento, che può essere assistito dalla garanzia del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese” fino all’80% dell’ammontare del finanziamento stesso, deve essere:
  • di durata non superiore a 5 anni
  • di importo compreso tra 20.000 euro e 2 milioni di euro
  • interamente utilizzato per coprire gli investimenti ammissibili
Il contributo del Ministero dello sviluppo economico è un contributo il cui ammontare è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di cinque anni e di importo uguale all’investimento, ad un tasso d’interesse annuo pari al:
  • 2,75% per gli investimenti ordinari
  • 3,575% per gli investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti (investimenti in tecnologie cd. “industria 4.0”)
 I beni materiali e immateriali rientranti tra gli investimenti c.d. “industria 4.0” che possono beneficiare del contributo maggiorato del 30% previsto dalla legge 232 dell’11 dicembre 2016 (legge di bilancio 2017), sono individuati all’interno degli allegati 6/A e 6/B alla circolare 15 febbraio 2017 n.14036 e s.s.mm.ii. Per maggiori chiarimenti circa le caratteristiche tecniche e la riconducibilità dei beni per i quali si intende fruire del beneficio a quelli elencati negli allegati sopra citati, si invita a prendere visione delle linee guida tecniche contenute nella parte terza della Circolare Mise – Agenzia delle Entrate del 30 marzo 2017, n. 4/E

Esclusivamente in merito alla riconducibilità dei beni fra quelli elencati negli allegati sopra citati è possibile acquisire autonomamente il parere tecnico da parte del Ministero dello Sviluppo Economico.
La richiesta di parere va trasmessa all’indirizzo di posta PEC della Direzione Generale per la politica industriale, la competitività e le PMI: dgpicpmi.dg@pec.mise.gov.it
A riguardo, si invita preventivamente a prendere visione della sezione “Interpelli e pareri”

Come funziona

  • La PMI presenta alla banca o all’intermediario finanziario, unitamente alla richiesta di finanziamento, la domanda di accesso al contributo ministeriale, attestando il possesso dei requisiti e l’aderenza degli investimenti alle previsioni di legge. Le modalità di presentazione della domanda di accesso al contributo sono descritte nella sezione Beni strumentali (“Nuova Sabatini”) – Presentazione domande
  • La banca/intermediario finanziario verifica la regolarità formale e la completezza della documentazione trasmessa dalla PMI, nonché la sussistenza dei requisiti di natura soggettiva relativi alla dimensione di impresa e, sulla base delle domande pervenute, trasmette al Ministero richiesta di prenotazione delle risorse relative al contributo
  • La banca/intermediario finanziario, previa conferma da parte del Ministero della disponibilità, totale o parziale, delle risorse erariali da destinare al contributo, ha facoltà di concedere il finanziamento alla PMI mediante l’utilizzo della provvista costituita presso Cassa depositi e prestiti S.p.A., ovvero mediante diversa provvista
  • La banca/intermediario finanziario che decida di concedere il finanziamento alla PMI, adotta la relativa delibera e la trasmette al Ministero, unitamente alla documentazione inviata dalla stessa PMI in fase di presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni
  • Il Ministero adotta il provvedimento di concessione del contributo, con l’indicazione dell’ammontare degli investimenti ammissibili, delle agevolazioni concedibili e del relativo piano di erogazione, nonché degli obblighi e degli impegni a carico dell’impresa beneficiaria e lo trasmette alla stessa e alla relativa banca/intermediario finanziario
  • La banca/intermediario finanziario si impegna a stipulare il contratto di finanziamento con la PMI e ad erogare alla stessa il finanziamento in un’unica soluzione ovvero, nel caso di leasing finanziario, al fornitore entro trenta giorni dalla data di consegna del bene ovvero alla data di collaudo se successiva. La stipula del contratto di finanziamento può avvenire anche prima della ricezione del decreto di concessione del contributo
  • La PMI, ad investimento ultimato, compila, in formato digitale ed esclusivamente attraverso l’accesso alla piattaforma, la dichiarazione attestante l’avvenuta ultimazione, nonché, previo pagamento a saldo dei beni oggetto dell’investimento, la richiesta di erogazione della prima quota di contributo e le trasmette al Ministero, unitamente all’ulteriore documentazione richiesta. Le modalità per richiedere l’erogazione del contributo sono descritte nella sezione Beni strumentali (“Nuova Sabatini”) – Erogazione contributo
  • La PMI trasmette al Ministero, in formato digitale ed esclusivamente attraverso l’accesso alla piattaforma, le richieste di quote di contributo successive alla prima, allegando alle stesse l’ulteriore documentazione richiesta. Le modalità per richiedere l’erogazione del contributo sono descritte nella sezione Beni strumentali (“Nuova Sabatini”) – Erogazione contributo

  


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